Quotidiani locali

Quando con il cocktail si trova lavoro

Terminato con successo il corso Confcommercio riservato a under 18 usciti dalle superiori senza riuscire a concluderle

LUCCA. Attestati ben in vista e calici in alto: è ora di festeggiare. I dieci ragazzi del corso “Cocktail e Mangiato” se lo sono proprio guadagnato. Dopo 2100 ore di lezioni teoriche e pratiche hanno ottenuto la qualifica di “Addetto gestione sala, bar e cucina”.

La formazione era dedicata ai giovani sotto i 18 anni usciti dal mondo della scuola senza completare le superiori, ma con la voglia di rimettersi in gioco e riorientarsi professionalmente. Il percorso, che è durato quasi due anni, da marzo 2015 a fine dicembre 2016, è stato organizzato dall’agenzia formativa di Confcommercio e finanziato dalla provincia di Lucca grazie ai fondi di “Garanzia Giovani”. La formazione si è articolata in una moltitudine di attività diverse tra le quali corsi di cucina, di preparazione di cocktail, lezioni di sicurezza alimentare, di lavoro in sala. Il corso si è concluso con uno stage e un esame finale. Alla formazione, previa selezione motivazionale e attitudinale, si sono iscritti 15 ragazzi, 5 hanno abbandonato per diverse ragioni, 10 hanno completato il percorso e ottenuto l’attestato.

I partecipanti provenivano da esperienze di scuola diverse. Molti nei primi anni delle superiori avevano cambiato diversi indirizzi e istituti, e per tutti focalizzarsi su una formazione nuova e continuativa è stata una sfida, portarla a termine una grande soddisfazione. «Il percorso non è stato sempre facile - spiega una delle responsabili del corso, Esmeralda Gianpaoli - ci sono stati momenti critici ma siamo arrivati in fondo con soddisfazione, sia noi, che i partecipanti. Ora i ragazzi non si devono arrendere ma continuare a formarsi anche durante il lavoro».
Le storie. Dopo il corso alcuni dei ragazzi hanno trovato subito un impiego. È il caso di Shehan Marikku, 19 anni, che lavora come aiuto chef al ristorante “Alla Cantina di Carignano”. La sua passione è sempre stata la cucina. Dopo le medie si era iscritto all’alberghiero. «L’ho frequentato tre anni – racconta - poi, per diversi problemi, sono stato bocciato due volte, ma non ho voluto mollare questa strada perché cucinare è sempre stato quello che più mi piaceva, così mi sono iscritto a questa formazione. Ho imparato tantissimo. Ho trovato un bel gruppo, bravi docenti, venivo proprio volentieri. Poi ho fatto lo stage e mi hanno assunto. In futuro spero di specializzarmi , magari in pasticceria».

Per altri, la formazione, oltre che un corso professionale, è stato anche un percorso di crescita personale e maturazione. È il caso di Ana Blliku, di Altopascio. «Quando ho iniziato – racconta - già lavoravo in un ristorante, ma qui ho acquisito sicurezza e fiducia in me stessa». Dopo le medie Ana ha provato il turistico al Pertini e poi il Civitali. «Spesso non frequentavo, non era per me, io ho sempre voluto fare l’alberghiero, è questo il mio campo, la mia passione. Andare a scuola mi pesava, venire qui invece l’ho sempre vissuto come una cosa spontanea. Dopo le lezioni tutte le sere lavoravo al ristorante, ma le energie non mi sono mai mancate». Ora che ha trovato la sua strada, Ana non si vuole fermare. Continuerà a lavorare al ristorante Forasiepi di Montecarlo, ma si sta informando per fare un corso di somelier. «Un giorno - dice - vorrei diventare qualcuno in questo settore».

Lucia Esposito ha 18 anni, capelli lisci raccolti in una coda, trucco leggero, occhiali squadrati, pircing al naso e le idee ben chiare: in futuro vuole aprire un bar tutto suo. Prima frequentava il Giorgi. «Andavo bene nei laboratori, ma le materie teoriche non mi interessavano. Quando ho lasciato la scuola – racconta - mi sono trovata quasi un anno senza fare niente. Passavo davanti ai bar e pensavo: ‘vorrei essere io dietro il bancone’, il lavoro mi affascinava. Mi piace scherzare, stare a contatto con la gente. Così sono stata al centro per l’impiego e ho trovato questo corso. Durante questi due anni mi sono resa conto che con più impegno il Giorgi l’avrei potuto fare, ma quella scuola non faceva per me, non era la mia strada». Finire il corso per Lucia è stata una grande soddisfazione. «Non ci potevo credere. Ero una tipetta un po’ scatenata, ma trovando quello che volevo fare mi sono calmata. Alla selezione ho dato la mia parola che avrei finito il percorso e sono orgogliosa di avercela fatto. Ho preso vari attestati, ora posso addirittura aprire un’attività mia». Lucia è piena di progetti. «Mi sto appassionando a fare i cocktail e piano piano sto comprando i vari attrezzi. Ora vorrei partire con il mio ragazzo a fare un corso di inglese in Canada e trovare un lavoro là, poi il mio sogno sarebbe aprire un locale qui».

C’è anche chi dopo la formazione ha deciso di tornare sui banchi di scuola. Manuel Liotta, 19 anni, ha lasciato il Pertini dopo il primo anno, frequentava l’indirizzo grafico pubblicitario. «Dopo le medie avevo fatto una scelta azzardata, senza riflettere bene», racconta.

Due anni fa ha deciso di frequentare questa formazione

perché quando ero piccolo i suoi avevano un bar e indirettamente conosceva un po’ il mestiere. «Ora sento di potermi presentare da un datore di lavoro senza problemi. Voglio fare tanta esperienza sul campo, ma soprattutto voglio mantenermi per poter tornare a studiare e prendere il diploma».

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