Quotidiani locali

Imposte locali, dieci anni di salassi

Lucca, i balzelli dei Comuni sono anche triplicati dal 2005 al 2014: situazione disastrosa per i centri della Garfagnana

LUCCA. Altro che “sensazione”, quella che le tasse comunali, negli ultimi anni, siano aumentate: come dimostrano i numerii pubblicati qui a fianco e tratti dalla banca dati di “Openbilanci”, l’imposizione degli enti territoriali è salita a dismisura a partire dal 2005 e fino al 2014, ultimo anni con i bilanci consuntivi disponibili e analizzati.

I cittadini più tartassati, nel 2014, sono quelli dei comuni della Valle del Serchio, che sono anche i più piccoli e meno popolosi. Proprio questo - probabilmente - è il dato essenziale. Di fronte ai continui tagli dei trasferimenti dallo Stato centrale, soprattutto a partire dal 2008 (in certi casi sono calati del 90%) e alla necessità di dover comunque pagare servizi essenziali e spese correnti non comprimibili (come utenze e stipendi), gli amministratori hanno dovuto giocoforza intervenire sulle entrate. Il fatto poi che questo aumento sia stato distribuito su un numero di abitanti minore ha fatto sì che il valore pro capite di imposte e tasse schizzasse verso l’alto, arrivando a superare i 1.000 euro nel caso di Sillano (comune ora unito a Giuncugnano ma nel 2014) ancora autonomo. E restando fra gli 800 e i 900 euro a testa per molte altre realtà della Garfagnana. Impressionante, oltre al valore assoluto raggiunto, è anche l’aumento percentuale rispetto al 2005: in tre casi (Sillano, Careggine e Villa Collemandina) le imposte da pagare si sono più che triplicate. In tantissimi altri sono oltre il doppio.

Solo i Comuni più grandi, che possono contare su più forme di finanziamento delle spese (a cominciare dalle sanzioni per le infrazioni al codice della strada) hanno potuto permettersi aumenti più ridotti - anche se comunque significativi. Esemplare il caso di Altopascio, che nel 2005 era il comune più caro e che nove anni dopo si trova agli ultimi posti della classifica, con un aumento delle imposte e delle tasse sotto il 10%.

Buono, rimanendo nella Piana, anche il risultato di Capannori e di Montecarlo, che siultano all’ultimo e al penultimo posto della classifica. Anche se è necessaria una precisazione: questi due comuni, infatti, utilizza un metodo di riscossione per l’imposta dei rifiuti che non fa transitare questi soldi all’interno del bilancio comunale e, quindi, questa cifra che comunque viene pagata dal cittadino non fa parte della tabella stilata da Openbilanci.

Per concludere, come se la cava Lucca? In Toscana Lucca è a metà classifica (141° posto su 268 enti locali) e se la cava meglio rispetto ad altri capoluoghi di provincia (ad esempio Pisa e Siena sono assai più care).

La

pressione fiscale, tuttavia, è aumentata in maniera considerevole anche fra le Mura: in particolare per la casa dal 2011 (con l’introduzione dell’Imu) si era avuta un’impennata. Che ora, con l’azzeramento della Tasi dovrebbe però essersi fermata: vedremo se i dati lo confermeranno.

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