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Agricoltura 2.0, dal campo a casa con un click

Lucca: funziona il servizio “P’orto” della cooperativa Calafata. La verdura, biologica, arriva da terreni recuperati

LUCCA. Finocchi, rape, cavolfiori, radicchio, cavolo verza, insalata e, a richiesta, anche miele, olio e vino. Tutto è biologico, coltivato su campi riqualificati, impiegando anche persone svantaggiate ed è consegnato a domicilio nelle case, nei ristoranti e da questo mese perfino in aziende della zona.

Il servizio di distribuzione e vendita di ortaggi P'orto, attivo nella provincia di Lucca, è in pieno sviluppo a un anno da quando è stato lanciato dalla cooperativa agricola sociale Calafata. La cooperativa, che prende il nome dagli artigiani viareggini che spargevano di pece gli scavi delle navi per renderli impermeabili, crea percorsi di inclusione lavorativa per persone in condizioni di marginalità e promuove l'amore e la cura per la terra. Produce vino, olio, miele, ortaggi, frutta e ben presto anche uova.

Tre volte alla settimana gli agricoltori di P'orto partono con il loro furgoncino dai campi di Capezzano Pianore vicino Camaiore per consegnare un totale di oltre 100 cassette di ortaggi appena colti. Il martedì si consegna a Viareggio e Massarosa, il mercoledì a Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi e il venerdì a Capannori, Porcari e Lucca. «Si può scegliere il sacchetto piccolo da 4kg, la cassetta media da sei o la grande da otto» spiega il coordinatore del progetto Marco Žiljak. Le cassette, che costano tra i dieci e i venti euro, si possono ordinare per telefono o su internet e la consegna è compresa nel prezzo.

Per Marco, 31 anni di Viareggio, fare l'agricoltore era il sogno da bambino. Già da studente di agraria aveva avviato un progetto di coltivazione e consegna a domicilio di ortaggi. «Coltivavo nel tempo libero e consegnavo in vespa. - racconta - la cosa più difficile era stata trovare la terra, i miei genitori vengono dalla Croazia, quindi non avevo accesso a un pezzo di terra di famiglia, poi però mi hanno prestato un campo e così è nato tutto. Quell'esperienza era più un passatempo, ma poi è stata utile quando abbiamo avviato P'orto». Dopo gli studi Marco ha iniziato il servizio civile nella Caritas, uno dei soci fondatori della cooperativa Calafata, e da lì è nata la possibilità di avviare il progetto. La prima tappa è stata trovare dei terreni abbandonati da affittare e poi raccogliere i soldi per il furgoncino, finanziato con un crowdfunding sul web. Il progetto è partito con 1 ettaro, ora è arrivato a tre e l'anno prossimo si espanderà a dieci. In tutta la cooperativa lavorano quindici persone, nove sono impegnate in P'orto.

Luca Angeli mentre consegna un cesto...
Luca Angeli mentre consegna un cesto di verdure in centro (Foto Sernacchioli)

«Calafata impiega richiedenti asilo, ex carcerati, malati psichiatrici; con P'orto i frutti del loro lavoro sono sul mercato a tutti gli effetti e così siamo tutti ancora più motivati a fare un prodotto buono e vario», spiega Marco. Ha appena parcheggiato il furgoncino fuori le mura per eseguire le consegne in centro storico assieme al collega Luca Angeli, 28 anni, che ha raggiunto la cooperativa dopo aver studiato economia in Inghilterra.

All'agricoltura non ci aveva mai pensato, racconta, ma è stato amore a prima vista. «Oggi la maggior parte delle consegne sono fuori, qui in centro ne abbiamo solo quattro, tutte in via Fillungo, possiamo andare a piedi», spiega.

I colori che compongono le cassette di legno di P'orto cambiano a seconda della stagione. Il rosso e il giallo prevale in estate con pomodori, fragole, peperoni e melanzane, il verde e il bianco in inverno; quello che resta costante tutto l'anno è il profumo di terra e di ortaggi appena colti. Sul lato della cassetta è stampata la scritta "in ground we trust", "crediamo nella terra" liberamente ispirata dal motto statunitense scritto sui dollari "in God we trust", "in Dio crediamo".

Le verdure delle cassette non si possono scegliere, gli agricoltori fanno un mix a seconda della disponibilità del raccolto, cercando di assicurare la massima varietà. I clienti sono soddisfatti.

Arrivati in via Fillungo Luca fa uno squillo con il cellulare, una signora scende veloce le scale, apre la porta e prende la sua cassetta «Grazie mille, bellissima, come sempre, ci vediamo la settimana prossima». Girato l'angolo si suona a un'altra porta. Dalla finestra si affaccia un signore «Eccomi», esclama. Ha preso un carnet da 10 consegne a un prezzo un po' scontato e esce per ritirare la sua cassetta da 8 kg. «In famiglia siamo in quattro ed è perfetta. So come lavorano i produttori, li seguo da quando hanno iniziato. Se ci fosse un abbonamento annuale lo farei subito. Ci piace seguire la stagionalità, riavvicinarci ai gusti di una volta, in questo modo mangiamo sano e siamo stimolati a variare le ricette». Dopo il centro le consegne continuano fuori le Mura, tra i clienti anche il ristorante Tambellini a Sant’Alessio, si va avanti tutto il pomeriggio e al tramonto il furgoncino ritorna nei campi di Camaiore.

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