Quotidiani locali

«Addio alla Cgil ma non mollo»

L’ex funzionario Filcams Bindocci annuncia che farà attività in altre organizzazioni

LUCCA. La Cgil provinciale sbatte la porta in faccia a Massimiliano Bindocci, il sindacalista “scomodo” che già nell’estate 2015 era stato sollevato dall’incarico di responsabile della Camera del Lavoro della Versilia e che poi, rientrato nelle fila della Filcams come funzionario, dal 22 ottobre 2015 a luglio 2016 è stato destinatario ininterrotto di tre denunce, a seguito delle quali gli è stata inflitta l’espulsione. In che modo? Tramite una lettera datata 4 novembre 2016 a firma dell’attuale segretaria provinciale della Filcams di Lucca, Valentina Gullà, in cui gli veniva comunicata la revoca del distacco sindacale dal suo iniziale posto di lavoro nello stabilimento Soffass di Porcari.

Un lutto, una batosta per Bindocci, che si trovava in distacco sindacale ormai da tredici anni e si era dedicato anima e corpo alla Cgil in questo periodo. Pur partendo dal presupposto che «il lutto dovrà essere elaborato» Bindocci nemmeno nell’angolo del ring è intenzionato a desistere. «Prevale in me il desiderio di svolgere attività sociali, di aiutare gli altri - spiega durante un briefing con la stampa all’hotel Eurostar -. Quindi, da lunedì 12 dicembre mi guarderò intorno. Qualche telefonata l’ho già ricevuta. Del resto, io sono un sindacalista che quando vede un’ingiustizia la denuncia. È quello chiediamo di fare anche ai nostri iscritti. E così ho fatto io. Mi sento un po’ maltrattato e credo di non meritarmelo».

Secondo Bindocci, la sua stella ha iniziato a tramontare sotto la segreteria generale di Franco Chiriaco, giunto prima da Roma a Lucca come commissario e poi divenuto segretario generale: una trasformazione che Bindocci ha sempre contestato perché «priva della necessaria trasparenza».

Dall’estromissione dalla poltrona di referente della Versilia in poi, Bindocci ha cominciato a ricevere le denunce. La prima il 22 ottobre 2015, giunta (come le altre che avrebbero seguito) dal Comitato interregionale di garanzia Cgil, una specie di “tribunale” interno al sindacato che irroga le sanzioni. All’origine l’uso non consentito del logo della Cgil su una scheda di raccolta firme contro Chiriaco apparsa sulla pagina Fb della Fiom Cgil. La seconda denuncia arriva il 9 novembre 2015: a Bindocci viene contestato di avere parlato male della Cgil sugli organi di stampa. Infine la terza, il 28 gennaio 2016: denunciato per aver fatto un direttivo non autorizzato, sebbene «regolarmente convocato da altri - continua Bindocci -. In questa occasione si è chiesta la mia espulsione dalla Cgil perché costituirei il riferimento politico di questi compagni. Tra l’altro in quel direttivo non ho nemmeno parlato: l’ho detto anche quando sono stato interrogato».

Bindocci contesta anche le prime due denunce: «La prima perché né io né gli altri due sindacalisti denunciati con me avevamo partecipato alla stesura di quel volantino. La seconda perché negli articoli comparsi sugli organi di stampa, mai partiti da me, ma sempre nati come risposta a domande ricevute mi sono soltanto limitato a difendere, all’epoca, il mio incarico di responsabile della Versilia».

La sospensione di tre mesi (la punizione più lieve che il tribunale della Cgil può infliggere) scatta dal 4 luglio 2016. «Non so nemmeno - dice Bindocci - a seguito di quale denuncia è arrivata. Sono stato informato anche di una denuncia di Enrico Profetti (il braccio destro di Chiriaco, ndr) che però non è mai vista».

La sospensione scade il 24 novembre. Bindocci pensa di rientrare al suo posto di funzionario in Filcams e si fa avanti per domandarlo. Ma gli arriva dalla Gullà prima una risposta negativa a voce e poi una lettera con cui la segretaria provinciale Filcams di fatto lo silura.

L’ultimo schiaffo è la comunicazione del rientro di Bindocci alla Soffass. «L’azienda ha chiesto qualche giorno per riorganizzare i turni comprendendo anche me, ma niente, la Cgil non ha battuto ciglio e non ha cambiato data di rientro. Ho trovato invece molta gentilezza dall’azienda».

La storia amara

e tormentata di Bindocci finisce qui. Ma se oggi o domani ricevesse una telefonata dall’attuale segretario generale Rossano Rossi per invitarlo a ripensare sul suo addio? «Il sindacato è sempre stato nel mio cuore - si limita a dire Bindocci -. La Cgil è stata una parte importante».

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro