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Il sottosegretario rassicura su costi energetici e pulper

All’apertura del Miac si sono affrontati i due principali nodi del settore I rappresentanti degli imprenditori: «Pronti a ricordare queste promesse»

LUCCA. «Il Governo è pronto a muoversi per colmare il gap tra le aziende italiane e le dirette concorrenti europee»: parole pronunciate dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli. Le ha dette al microfono della cerimonia d’inaugurazione del Miac, di fronte a una platea di imprenditori che da anni sono costretti a fare i conti con questo ritardo normativo del nostro Paese.

I temi sotto la lente sono i soliti di sempre: lo smaltimento del pulper, lo scarto plastico che deriva dalla lavorazione del macero, e il costo dell’energia per un settore che è stato più volte definito “energivoro”. Un impegno chiaro, quello preso dal Governo, che – come ha detto il neopresidente di Assocarta Girolamo Marchi – difficilmente imprenditori e Industriali lasceranno passare inascoltato. Giacomelli sa bene che il cartario è un comparto molto solido, che produce ricchezza e che può contare su una potenzialità espansiva importante, per questo tocca subito il tasto del recupero del gap delle aziende italiane rispetto alle altre realtà europee.

Il primo punto è il piano di governo e regioni per investire nella fibra, un tema largamente ricorrente nelle ultime edizioni del Miac, e la Toscana è una delle sei regioni in cui sono partiti i bandi per gli affidamenti. Ma il punto focale è senza dubbio la gestione del pulper: «Siamo interessati a costruire insieme le condizioni per un sistema di incentivi più efficace che tolga ogni limite a una piena circolarità del processo. Siamo interessati a capire meglio le possibilità che coinvolgono le materie plastiche residue e siamo pronti a costruire insieme le condizioni perché questa risorsa non abbia solo il valore del riuso e del riciclo, ma che diventi anche una possibilità industriale».

L’ultimo punto è quello che riguarda il conto energetico, una questione che il ministro Calenda sta prendendo in considerazione proprio in questo periodo e che, entro la fine dell’anno, porterà a un provvedimento inserito nella Legge di stabilità o in un decreto ad hoc. «Saneremo la frattura con Bruxelles in modo da ricondurre tutti gli interventi a un regime comunitario – ha proseguito Giacomelli – il nostro obiettivo è mettere le imprese italiane nella stessa condizione delle concorrenti di altri Paesi europei. Ci rendiamo conto che gli imprenditori stanno affrontando queste difficoltà e noi ora registriamo passi in avanti e inversioni di tendenza».

Parole pesanti che hanno portato le associazioni di categoria presenti – su tutte Assocarta – a fare un nodo al fazzoletto per avere la certezza che il Governo sarà di parola. «Non abbiamo mai chiesto vantaggi – dice il presidente Girolamo Marchi – ma di avere pari condizioni. Se non risolviamo le due questioni di energia e pulper alla lunga potremmo avere ripercussioni sull’intero comparto, che non avrebbe più alcun motivo a mantenere la produzione sul territorio».