Quotidiani locali

Morte al rally, il camion senza revisione

La procura indaga per omicidio colposo conducente e proprietario del mezzo che travolse Giacomo Bicchielli

LUCCA. Una tragedia che forse si poteva evitare. Questo almeno il parere della procura della Repubblica di Lucca sull'incidente mortale di cui è stato vittima il pilota di rally Giacomo Bicchielli, originario di Rosignano ma da qualche tempo residente a Cecina.

Il fatto. L'uomo aveva solo 42 anni quando il 20 dicembre 2015 ha perso la vita: non in gara, ma subito dopo la fine della competizione, al termine del "Rally del Ciocchetto" a Castelvecchio Pascoli, nel comune di Barga. La dinamica dell'incidente ha dell'incredibile nella sua tragicità: una volta completata la competizione, Bicchielli stava andando a piedi verso il complesso del Ciocco per le premiazioni di rito. E lì, mentre attraversava il parcheggio nei pressi dell'auditorium, è stato travolto da un camion utilizzato per trasportare le macchine da rally che avevano preso parte alla gara.

L’indagine. Ieri il pm Aldo Ingangi ha notificato l'avviso di chiusura indagini ai due indagati per omicidio colposo aggravato in concorso. Si tratta di Simone Catanzano, 41enne di Fivizzano, proprietario del mezzo; e di Stefano Arcangioli, 48enne di Larciano, conducente del camion. Nei loro confronti gli inquirenti sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio al gup del tribunale di Lucca.

Per i giudici inquirenti non ci sono dubbi: i due sapevano che il camion era privo di revisione (scaduta il 20 novembre 2015) e con il sistema frenante del retrotreno in pessime condizioni, come da precedente revisione effettuata nel 2014. I due indagati, inoltre, sempre a detta dei magistrati della procura lucchese, avevano esperienza tale da poter evitare a monte la tragedia che si è consumata quel maledetto pomeriggio di dicembre. Non tanto al momento della rottura dei freni ma prima, effettuando la revisione del pesante mezzo o evitando di affrontare discese così ripide (10% di pendenza) in quelle precarie condizioni. Insomma, proprietario e conducente del mezzo sapevano a quali rischi andavano incontro, ma non hanno fatto niente per evitarli. Queste le ipotesi e le accuse dalle quali si dovranno difendere i due indagati.

Una comunità in lutto. Il pilota deceduto a seguito del terribile impatto con il camion in discesa e con i freni rotti era molto conosciuto nell'ambiente delle corse. Bicchielli da qualche anno era tornato a gareggiare dopo una pausa di riflessione. Numerosi i trofei conquistati. Solo per citarne alcuni, nel 1999/2000 vinse due trofei monomarca Peugeot, una coppa Italia produzione (1999) e una assoluta (2000) oltre a cinque campionati toscani nella varie categorie tra il 1998 e il 2002. A questo si aggiunsero i successi del 2010 sempre con la Peugeot 206: il rally delle miniere a Piacenza, chiuso al primo posto in categoria e nel gruppo A e l'Alta Val di Cecina. Giacomo Bicchielli era è stato subito soccorso dal 118, ma per lui non c'era stato niente da fare. Il 22 dicembre, durante i funerali a Rosignano Marittimo, un’intera comunità sotto choc ha pianto quell’uomo, che negli anni era diventato un punto di riferimento per il mondo delle quattro ruote. Le esequie si tennero nel paese di cui Bicchielli era originario e dove tuttora vivono i genitori, mentre lui da pochi anni si era trasferito con la compagna a Collemezzano. Ad attenderlo fuori dalla chiesa due Peugeot, una bianca ed una nera. Era le auto simbolo della passione che coltivava da oltre 20 anni e che lo aveva portato a fondare il suo team, il “106 Racing”.

Ferito anche un giudice di gara. L’incidente costato la vita a Bicchielli poteva trasformarsi in una strage. Erano diverse le persone che stavano camminando lungo la strada e che finita la manifestazione sportiva, si apprestavano a lasciare la tenuta. Tutte hanno rischiato di essere anche loro investite dal mezzo pesante. Accanto a Bicchielli si trovava un ufficiale di gara: Alessandro Bolano, un 46enne di Portoferraio cuoco di professione e giudice per passione. Venne travolto dal camion ma se la cavò con la frattura dei polsi, uno zigomo rotto e diversi giorni di ricovero al San Luca.

Il conducente del camion, stravolto per la tragedia, aveva raccontato ai carabinieri di Coreglia che nel tentativo di fermare la corsa impazzita del mezzo che stava discendendo la strada dal campo sportivo del Ciocco all'auditorium, per caricare le auto da corsa, si

era prima schiantato contro un muretto nei pressi del parcheggio e poi aveva travolto i due pedoni, che stavano camminando lungo la strada. Così ha perso la vita il pilota di Cecina in un giorno in cui il destino lo attendeva alla fine dell'ennesima gara di rally.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro