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Gianfranco lotta ancora tra la vita e la morte

L’uomo ha superato la notte ma le sue condizioni sono ancora molto critiche I pallini di piombo gli si sono conficcati nel corpo. Al suo capezzale parenti e amici

COREGLIA. Sono stabili ma ancora molto serie le condizioni di Gianfranco Barsi, il 49enne operaio di Vitiana, che sabato è stato colpito al collo da un colpo di fucile sparato da un cacciatore. L’uomo è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello, a Pisa: le condizioni sono ancora critiche e la prognosi è riservata. Sabato è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla gola per rimuovere i pallini di piombo che gli si sono conficcati nel collo e in altre parti del corpo. L’operazione è andata bene, ma le condizioni di Barsi restano critiche: le 48 ore successive all’evento traumatico sono le più delicate. Superata questa fase i medici potranno essere più chiari anche sulle sue possibilità di recupero. Non è escluso che l’uomo debba essere sottoposto a nuovi interventi.

Al suo capezzale, all’ospedale di Pisa, sono accorsi i parenti più stretti: la moglie Nadia, la sorella Manola, il fratello che lavora nella finanza e il figlio Riccardo, che dopo essersi ripreso dallo choc e aver fornito ampia testimonianza ai carabinieri, ha voluto stare vicino al padre. La figlia più piccola, invece, è rimasta a casa di alcuni parenti. Anche alcuni abitanti di Vitiana, un paesino che conta poco più di cento anime, sono voluti andare a far visita all’uomo. In pochi però hanno potuto vederlo.

L’aggressione a colpi di fucile è avvenuta sabato mattina, intorno alle 11. Barsi stava raccogliendo le olive insieme al figlio in un terreno di proprietà che si trova a qualche centinaio di metri dalla loro abitazione. Un cacciatore ha attraversato quel tratto di bosco e i Barsi gli hanno chiesto di allontanarsi: cosa sia successo in quegli attimi deve ancora essere approfondito, fatto sta che il cacciatore ha alzato il fucile e ha sparato al collo di Gianfranco da distanza ravvicinata. Il figlio Riccardo, miracolosamente sfuggito agli altri due colpi esplosi dall’uomo, è corso a chiedere aiuto. «Sono stato uno dei primi ad arrivare – racconta il signore che abita nella casa più vicina al luogo della sparatoria – Io e un altro ragazzo abbiamo trovato Gianfranco a terra. Era cosciente ma stava perdendo molto sangue. Abbiamo chiamato il 118 e sono arrivati i soccorsi».

Sono stati attimi drammatici, complicati dal fatto che Vitiana è un piccolo borgo fatto di strade strette e spazi inadatti a far atterrare un elicottero. Così un paramedico del Pegaso si è calato col verricello, ha sistemato Barsi su una barella e poi l’ha caricato sulla macchina di un vicino

per portarlo in uno spiazzo dove l’elicottero è potuto atterrare.

L’uomo è stato poi trasportato nella choc room e da lì trasferito in sala operatoria per essere sottoposto al delicato intervento chirurgico che gli ha salvato la vita. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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