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Quindici aree per i tralicci. Uno anche al Carmine

Lucca, entro fine anno il piano delle antenne potrebbe andare in consiglio. Previsto un impianto anche alla ex Manifattura tabacchi e uno all’Agorà

LUCCA. Il Comune ha messo nero su bianco le aree nelle quali dovrebbero essere realizzati, nei prossimi anni, i ripetitori per la telefonia cellulare. Si tratta di 15 zone, alcune delle quali andranno a ospitare impianti già esistenti e da spostare: è il caso del Mercato del Carmine, location individuata al termine della “fase di concertazione” portata avanti da Palazzo Orsetti.

Altre posizioni, invece, vedranno la costruzione di nuove antenne, possibilmente in “cositing”, cioè con più operatori sulla stessa struttura. Ecco l’elenco: Ponte San Pietro, Montuolo, cimitero della Santissima Annunziata (ma esiste un’alternativa più a est, dove già c’è un’antenna), zona industriale dell’Acquacalda, centrale di sollevamento della fognatura a Nozzano. In quest’ultimo caso c’è anche l’alternativa della centrale pozzi, sempre a Nozzano. Particolare il caso di Sant’Alessio, dove c’è un’alternativa fra il cimitero e via Fonda: in realtà proprio in quest’ultima zona la Telecom ha già cominciato a costruire dopo aver avuto il via dai giudici amministrativi.

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Ci sono, poi, zone che sostituiscono quelle già presenti nel vecchio piano, ormai da tempo superato. Si tratta di quella del campo sportivo di San Cassiano a Vico, di quella del cimitero di Vaccoli e di quella del campo pozzi a Sant’Alessio.

Poi ci sono quelle già previste e che vengono confermate: si tratta della Manifattura Tabacchi e di viale Luporini.

Infine, alcune aree serviranno per spostare antenne già esistenti. Si tratta di tre zone in centro storico: all’Agora andrà l’antenna in via Cenami, al mercato del Carmine quella della chiesa di San Pietro Somaldi e, infine, allo stadio Porta Elisa l’attuale traliccio lato Itc Carrara dovrà essere spostato dal lato di via dello stadio.

Il piano non è ancora operativo. «In questo momento - spiega l’assessore all’ambiente Francesco Raspini, che ha seguito da vicino tutta la fase di concertazione - è sottoposto alla verifica di assoggettabilità alla Vas (valutazione ambientale strategica). Se sarà deciso che non servirà questa procedura contiamo di arrivare a discutere in consiglio comunale entro la fine dell’anno. Altrimenti, serviranno altri novanta giorni di tempo e andremo al prossimo anno. E questo significherebbe continuare ad andare avanti senza avere un piano delle antenne».

I segnali avuti durante la concertazione sono stati positivi. «Siamo riusciti ad approvare il piano all’unanimità avendo l’ok, seppur con alcune osservazioni, anche dalle associazioni ambientaliste», ricorda Raspini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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