Quotidiani locali

La cucina tipica, altro fiore all’occhiello

Boom di proposte di “Cooking classes” per i turisti gestite da cuochi famosi e altri centri. Dimostrazioni anche a domicilio

LUCCA. Si dice che il metodo più efficace per conoscere a fondo un paese diverso dal nostro, sia osservarlo attraverso il cibo che porta sulla tavola.

Al sapore, al colore e al profumo delle specialità locali, alla cura e alla creatività di queste preparazioni, va spesso il merito di accompagnare il visitatore in una seconda esperienza di viaggio, nel gusto e con gusto.

E allora, cosa c’è di meglio che mettersi in gioco, sporcarsi le mani per vedere crescere, dalle materie prime al risultato finale, i piatti tipici del luogo che stiamo visitando?

A consentirlo, sono le numerose “cooking classes” sorte anche a Lucca negli ultimi tempi.

Realtà, alcune già avviate e conosciute, altre più nuove e casalinghe, che contribuiscono a diffondere nel mondo l’immagine della nostra città. E’ il caso, ad esempio, del ristorante “Il Cuore” di via del Battistero che dall'inizio del mese si sta impegnando in questa nuova sfida con l’aiuto e la collaborazione dello chef Giuseppe Mazzocchi.

«Personalmente mi occupo di attività di questo genere dal 2000 – spiega – prima con un agriturismo di mia proprietà, poi per un tour operator di Firenze e infine con esperienze negli Stati Uniti, Canada e Messico. Parlando con Carlo Banducci, proprietario del locale e amico di vecchia data, ci siamo detti “perché non sviluppare qualcosa del genere anche qui?”. Vogliamo ancora concretizzare alcune idee e organizzare altri dettagli, ma già prendendo in considerazione le prime richieste, la risposta dei clienti stranieri è stata positiva».

Due o tre location nel centro cittadino, sono per ora i loro punti di riferimento dove svolgere le lezioni di cucina, anche se già c’è nell'aria l’ipotesi di un fondo più capiente.

«Stiamo valutando anche in previsione dei mesi più importanti per questo settore, giugno, settembre ed ottobre».

La disponibilità infatti è anche per gruppi molto consistenti.

«Il prezzo – dice Mazzocchi – dipende proprio dal numero dei partecipanti e dal luogo scelto. Indicativamente, più piccola sarà la classe, più alta sarà la cifra».

Al centro di ogni lezione, la cucina tradizionale lucchese, ma con una particolare attenzione al processo di panificazione e alla realizzazione del dessert.

«Ma siamo sempre a disposizione per approfondire ricette proposte dagli stessi iscritti».

Tra le colline di ulivi e tra i vigneti di Vicopelago sorge invece l’ “International Academy of Italian Cuisine in Lucca” del master chef Gianluca Pardini, scuola di formazione prevalentemente professionale, che non manca però di organizzare serate e corsi anche per i turisti in visita nella nostra città.

«Lavoriamo soprattutto con giapponesi – afferma Pardini – ma anche americani, russi, brasiliani. Offriamo loro la possibilità di realizzare un menù completo dall'antipasto al dolce.

«Li seguiamo dall'inizio alla fine, cucinando insieme alla scoperta del piatto».

Vario e differenziato il menù proposto, a seconda dei prodotti di stagione e, in primavera, non può certo mancare la garmugia lucchese.

«Il numero dei partecipanti agli incontri non è fisso – spiega – può andare dalle quattro alle sei persone, fino ad otto o dodici.

«Per i prezzi, vogliamo mantenerli più bassi della media: circa 50 euro a persona, comprensivi di vino e cena».

Un’occasione unica per conoscere i segreti delle ricette della nostra terra, quelle che si tramandano di generazione in generazione; una scusa per concedersi una pausa, il lusso e il piacere del cucinare in vacanza, senza la fretta dei giorni di lavoro, guidati da chi, di questa passione, ha fatto un mestiere.

Un amore, quello per il cibo e per lo stare insieme, che ha portato Nadia Lasagna a mettere a disposizione la propria casa.

«E’ un casale immerso nel verde – dichiara la proprietaria di “Lucca and Cooka” – uno scenario incantevole a San Macario.

«Faccio l’orto e spesso preparo le pietanze con i miei prodotti. Cibi semplici, ma della tradizione locale e toscana».

Dalla torta coi becchi, alla pasta fatta in casa, fino alle crostate di frutta, passando per la panzanella ed altro ancora.

«L’idea è nata lo scorso anno – racconta - ma conto di allestire meglio tutto quanto nei dettagli per questa estate. Accetto gruppi di due, sei o otto

persone e per adesso ho avuto contatti con turisti francesi. Mi piace cucinare, qui lo spazio non manca e ho pensato che potesse essere un'idea carina, da sfruttare anche grazie ai numerosi B&B e Agriturismi della zona, alcuni dei quali non offrono il pranzo».

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