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Bulldog, in appello regge la ricostruzione fatta dalla Procura

Sostanzialmente confermate le condanne per le violenza allo stadio e in città negli anni tra il 2004 e il 2007

LUCCA. L’impianto accusatorio basato sull’associazione a delinquere regge e la stangata sui 14 componenti del gruppo ultras di estrema destra dei «Bulldog» - resisi protagonisti di azioni violente nei confronti di «comunisti», tifoserie avversarie, forze dell’ordine con raid avvenuti fuori e dentro lo stadio - viene confermata anche in Corte d’Appello. Dal 2004 al 2007 i «Bulldog» avrebbero operato come una struttura verticistica, quasi militare, con un gruppo di associati adusi a compiere minacce, percosse, lesioni, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere il cui codice d’onore imponeva la solidarietà tra gli aderenti - specie se detenuti e diffidati - l’assoluta omertà, l’assidua frequentazione, l’azione violenta e determinata contro i traditori («gli infami»). Rispetto alla sentenza di primo grado del dicembre 2010 vengono modificate di poco le pene per episodi specifici

avvenuti prima del 2006 e quindi prescritti. Con l’unica assoluzione (parziale) di Alessandro Frediani da un episodio di violenza privata.

Fra le contanne spicca quella a 5 anni e 6 mesi (era 5 anni e 8 mesi in primo grado) per Andrea Palmeri, 34 anni, il capo indiscusso del gruppo.

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