«Vieni nei miei sogni cucciolo mio, sei la mia forza»

Emanuele Favilla dialoga su Facebook col suo bimbo volato via. Oggi alle 14,30 la cerimonia di saluto

    LUCCA. «Vieni in fretta nei miei sogni, che ti voglio stritolare come sempre mentre ti riempio di baci. Ti aspetto cucciolo mio!».

    Arrivano dritte al cuore le parole che babbo Emanuele Favilla scrive sul suo profilo Facebook per Alessandro, il suo bambino volato via a dieci anni appena. Il suo ometto, lui che è stato sempre la sua forza, e che ora è altrove.

    Oggi alle 14,30 nella chiesa di San Lorenzo a Vaccoli si prepara la cerimonia di saluto per il piccolo Alessandro, che a San Lorenzo ha tanti amici, perché qui c’è la sua classe, la quarta elementare, ci sono i suoi compagni di scuola e gli insegnanti.

    I genitori di Alessandro, Emanuele e Alessia, hanno chiesto rispetto per il loro dolore e per la volontà loro e della famiglia: quella di oggi sarà una cerimonia di saluto ad Alessandro. Non rituale, ma un modo per pensare a lui e stare con lui, col suo bellissimo sorriso. Prima di andare in chiesa Alessandro potrà stare solo con il suo papà e la sua mamma, i nonni, gli zii.

    Alessandro è volato via un terribile giovedì, il 26 ottobre, a causa di un problema respiratorio. I genitori hanno chiesto di sapere di più sulle cause della sua scomparsa e infatti la procura sta indagando. Otto i medici che saranno chiamati a fornire ulteriori dettagli sui problemi di salute del piccolo negli ultimi giorni.

    In tanti hanno risposto con parole di affetto alle parole di papà Emanuele su Facebook, un dialogo toccante col suo bambino. «Non riesco a dormire - scrive Emanuele - non riesco a capire non riesco a proteggere mamma come sai fare tu. Non lasciarmi solo, la mia forza sei sempre stato tu, vicino a te al tuo sorriso con uno dei tuoi “ti amo papà” avrei affrontato e abbattuto un'esercito. Senza te sono una foglia che cade in autunno, sono un corpo senza anima con il cuore straziato in un minuto... il minuto in cui sei volato via. Io però non smetterò di cercarti in ogni angolo in ogni parola. Sono qui che ascolto e so che mi dirai cosa fare. Te lo ricordi quando mi dicevi “ti proteggo io, ci sono io papà”. Io me lo ricordo e so che sei di parola ometto mio, so che hai da fare: adesso devi proteggere tutti i bimbi che sono in sala operatoria come li chiamavi tu, tutti quelli che sono dove c'e' il terremoto. Ricordo com’eri proccupato, ma pensa anche a me che ho tanto bisogno del tuo aiuto, dammi la forza di andare avanti e di aiutare mamma ad andare avanti. So che sei con noi, mi sembra di sentire la tua risata, ti vedo nei tuoi giochi in ogni semplice piccolo dettaglio, ti sento piu di prima anche se in modo diverso perché ora ti ascolto ancora di più».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    05 novembre 2012

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