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Funghi, ecco i posti giusti parola d’ordine: prudenza

I gruppi micologici mettono in guardia i cercatori dall’avventurarsi nei boschi Ci sono regole da rispettare sia per le quantità raccolte che per le autorizzazioni

LUCCA. La prudenza, innanzitutto, è la parola d’ordine per chi vuole andare a cercare funghi. L’autunno si è aperto con numerosi interventi del Soccorso alpino e speleologico, l’ultimo quello di martedì a Foce di Terrarossa dove ha perso la vita una cercatrice di 57 anni.

Nei giorni scorsi, tanti casi di dispersi nei boschi che solo grazie a un aiuto esterno sono riusciti a ritrovare la via di casa. Intanto, i funghi non mancano e con una crisi così accentuata diventano anche un lavoro con molti disoccupati che spendono giornate per cercarli e venderli a negozianti e ristoratori.

Prudenza. Nel decalogo di sicurezza per chi cerca funghi, la prima voce è la prudenza. Nel bosco, come in montagna, non è mai consigliabile rischiare. Come ricorda anche il gruppo micologico lucchese Puccinelli, è preferibile non recarsi da soli nei boschi, bisogna valutare le proprie condizioni di salute, quelle metereologiche ed evitare località troppo impervie. Serve un equipaggiamento per orientarsi e muoversi con sicurezza nel bosco: scarponi da montagna e un bastone. È bene non attardarsi fino al tramonto; i boschi, specie se umidi, possono riservare brutte sorprese.

Le regole per la raccolta. I “bottini” di queste settimane sono buoni. I regolamenti vietano raccolte giornaliere superiori ai tre chili (6 per i residenti), ma è difficile contenersi. Le condizioni meteo giocano un ruolo fondamentale per la fruttificazione. Il caldo umido di questa estate, prima, il maltempo degli ultimi giorni è stato il viatico per una buona stagione.

Dove cercare. Tutta la Garfagnana è valida, ma varie condizioni possono influire sulla nascita del fungo e spesso ci sono zone dove la produzione è più copiosa e altre dove lo è meno. Il vento fa la differenza. I cercatori garfagnini sanno che le zone di Fosciandora, Careggine e del Sillico (Pieve Fosciana) sono le più generose. E attenzione, non solo porcini e galletti, ma tantissime altre specie grazie a pinete, abetaie e faggete. Un censimento del gruppo micologico ha portato a contare 2.800 specie diverse.

Tesserini. Per la raccolta, serve il tesserino della Regione, ente che regolamenta la raccolta sia per modalità che quantità. In ogni comune vige un regolamento. A Sillano, la gestione Asbuc riguarda la comunità di Sillano e Dalli, area di raccolta funghi a pagamento. Il permesso individuale costa 8 euro al giorno e viene rilasciato dal 1° giugno al 31 ottobre; quello stagionale costa 100 euro. A Careggine, nel territorio dell’associazione Monte Sumbra, la raccolta è limitata ai corpi fruttiferi epigei, consentita dall'alba al tramonto per i residenti a Careggine e per i soci dell'associazione, per gli altri è consentita dalle 7 alle 17. Il limite massimo di raccolta giornaliera a persona è 10 kg per i residenti a Careggine e per i soci di Monte Sumbra, mentre per gli altri il limite massimo di raccolta giornaliera è 5 kg. Vietato l'uso di rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero del terreno. Nel comune di Camporgiano, a Casatico Vitoio,

c’è il sentiero del fungo, percorso didattico-escursionistico tra Casatico e Roggio (Vagli Sotto). L’iniziativa è stata voluta dall’ Unione Comuni Garfagnana, hanno collaborato il Gruppo Micologico Lucchese e Toscano, l’Asl e i Comuni interessati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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