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Il vescovo a fianco degli operai Eurosak

Monsignor Castellani visita il presidio permanente a Porcari: «La cooperativa nata per salvare l’azienda merita risposte»

PORCARI. «La cooperativa nata per salvare la Eurosak ha un valore sociale e merita attenzione e risposte prima di tutto come cristiani». Un segnale forte quello dell'arcivescovo Italo Castellani, che ieri ha fatto visita al presidio permanente dei lavoratori e sindacati posizionato davanti allo stabilimento di via Capannori della storica azienda di imballaggi industriali alle porte di Porcari fallita nel gennaio scorso. A febbraio la più alta istituzione eclesiastica aveva celebrato la messa nel piazzale della fabbrica. Una trentina di ex lavoratori, radunati di fronte al gazebo, ha accolto con soddisfazione le parole del presule che è stato messo al corrente degli sviluppi di una vicenda intricata e della diatriba giudiziaria per fare chiarezza sul futuro dell'azienda che dal 16 luglio ha cessato la produzione e dopo la chiusura è stata posta sotto sequestro. Ad ascoltare l'intervento dell'arcivescovo erano presenti il vice sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari, e l'assessore provinciale Luigi Rovai. Al fianco di Castellani il parroco di Porcari, don Giuseppe Andreozzi, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera aperta ai giudici del tribunale di Lucca delegati per il fallimento dell'azienda chiedendo di dare ai 58 lavoratori in cassa integrazione una risposta «pronta e certa per garantire loro un futuro». Una solidarietà ampia e diffusa: dalle istituzioni politiche alla chiesa fino alla cittadinanza. «Perché la crisi della Eurosak ha toccato il cuore di tutta la comunità» ha detto don Andreozzi. L'arcivescovo ha ascoltato con attenzione le parole dei dipendenti storici che hanno raccontato il fallimento di un'azienda che non era in ginocchio, ma aveva prestigio e clienti da 50 anni, e del rapporto quasi familiare tra proprietà e operai. Commoventi le parole del veterano Graziano Peschiera, da 36 anni ai macchinari dell'azienda ed ora in prima fila a lottare come presidente della cooperativa New Eurosak, costituita da una quarantina di lavoratori, che ha consegnato al tribunale della sezione fallimentare una proposta di affittanza per due anni per tenere in vita l'azienda per garantire l'efficienza degli impianti e tutelare il valore commerciale in vista di un eventuale acquirente ed evitare la fuga dei clienti che in questo momento prendono atto che la Eurosak non è più produttiva in attesa della decisione dei tribunali. «Purtroppo sempre più persone in difficoltà si rivolgono a me nei miei appuntamenti a porte aperte con i fedeli – dice l'arcivescovo – casi disperati perché dietro a queste crisi c'è il dramma delle famiglie ed esprimo tutta la mia vicinanza a questi lavoratori alle quali dobbiamo cercare di dare delle soluzioni»”. Il vice sindaco Fornaciari ha ribadito che nella malaugurato ipotesi di cessazione definitiva dell’attività dell’azienda il complesso industriale di via Capannori, dove ha sede l’Eurosak, «conserverà la destinazione urbanistica di area produttiva e non potrà essere oggetto né di speculazioni né di transazioni commerciali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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