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Vogliono 20 milioni dalla Snai per la vincita alle slot machine

Parrucchiere e impiegato postale citano in tribunale l’amministratore della società l 16 aprile dalle videolottery uscirono due biglietti a sei zeri. L’udienza fissata in autunno

LUCCA. Una causa civile da 20 milioni di euro ai danni del gruppo Snai di Porcari, il più importante bookmarkers italiano di scommesse. Il risarcimento che chiedono al giudice due giocatori abituali - un parrucchiere e un impiegato postale, entrambi residenti a Viareggio - che il 16 aprile scorso si sono sentiti milionari e che non accettano l’idea che quella vincita alle slot machine video lottery fosse viziata da un guasto tecnico al sistema. Nei giorni scorsi i due scommettitori - difesi da un avvocato lucchese - hanno depositato in tribunale una richiesta risarcitoria nei confronti del legale rappresentante della Snai. In attesa dell’assegnazione del fascicolo la prima udienza è stata fissata in autunno.

I fatti. 16 agosto 2012, dalle 15,37 alle 15,38 dal punto Snai di Viareggio. Il parrucchiere di 41 anni e l’impiegato postale di 38 stanno giocando con due video lottery. Improvvisamente s’illumina il terminale, parte il jingle «complimenti hai vinto il jackpot» e fuoriescono, a un minuto di distanza l’uno dall’altro, due ticket che recano la medesima dizione «avete vinto incassare il denaro dal cassiere» con l’unica variante nell’importo: 9.597.245 per l’impiegato, 9.587.233 per il barbiere. Non è difficile immaginare l’espressione dei due scommettitori. Che già si vedono in vacanza in posti da sogno circondati dal lusso sfrenato e alla guida di auto sportive. Ma alla fantasia galoppante si sostituisce la dura realtà. La sede legale della Snai a Porcari non riconosce le due vincite milionarie. Prima di tutto perché si sarebbe verificato un problema alla piattaforma elettronica gestita dalla «Barcrest» società inglese che fornisce alla Snai la tecnologia. Un problema sul circuito internazionale tanto che il fenomeno è stato registrato contemporaneamente in gran parte della rete delle macchinette e ha portato l’agenzia di scommesse a bloccare i videoterminali e a sostituirli integralmente con altri non più gestiti dalla «Barcrest» scaricando quindi le responsabilità del guasto all’azienda britannica. In secondo luogo perché l’importo massimo che può essere pagato per le VTL è di 500mila euro.

Lettera all’avvocato. Ma i due vincitori sub judice non ci stanno a rinunciare a tutti quei milioni e si rivolgono a un avvocato civilista. Che il 18 maggio invia una lettera raccomandata alla Snai di Porcari. Ricordando che, in base al decreto legge 22 febbraio 2012, la disciplina del caso fortuito non è applicabile ai contratti posti in essere dalle agenzie di scommesse. E quindi il rischio che i terminali possano guastarsi non influisce sul risultato delle scommesse. I sistemi tecnologici non sono perfetti ed esiste un margine di rischio per chi li utilizza. Per il legale, avvocato De Cesari, il rischio è suddiviso tra il giocatore che inserisce i soldi nella macchinetta e il gestore autorizzato al gioco che sceglie la piattaforma. Logicamente non riceve alcuna risposta. E a quel punto inizia la causa civile depositando in tribunale l’esposto con la citazione del legale rappresentante della Snai. Il legale sostiene che se il giudice eccepisse l’inammissibilità di quelle vincite per le video lottery resta comunque come importo massimo del jackpot la cifra di 500mila euro.

Inchiesta penale. Sulla vicenda è in corso anche un’inchiesta penale. I legali di Marco Bianchi, 23 anni, barista

di Porcari, anche lui vincitore quel 16 aprile scorso di un importo pari a 494mila euro mai pagato dalla Snai, hanno depositato una memoria integrativa e chiedono che sia un perito nominato dalla procura ad accedere al complicato sistema informatico per fare chiarezza sulla vicenda.

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