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Astor Piazzolla aveva nelle vene sangue garfagnino

La mamma era figlia di due emigranti di Massa Sassorosso La scoperta grazie alle ricerche di Parco nel Mondo

VILLA COLLEMANDINA. Le origini di Astor Piazzolla sono anche garfagnine. Se il papà del noto musicista argentino, scomparso 20 anni fa, aveva origini pugliesi, Trani per la precisione, ecco che mamma Assunta Manetti era figlia di due emigranti in Argentina da Massa Sassorosso, frazione del comune di Villa Collemandina.

La scoperta è stata possibile grazie alla ricerche del progetto Parco nel Mondo e adesso il Parco Appennino, l’Unione Comuni Garfagnana e il comune di Villa Collemandina sono pronte a studiare una serie di eventi per legare la figura di Piazzolla alla Garfagnana. Compositore di tango di fama internazionale, Astor Piazzolla è nato a Mar del Plata (Argentina) da papà Vicente Piazzola, da Trani, e da Assunta Manetti i cui genitori, Luigi Manetti e Clelia Bertolami, dopo aver vissuto ed essersi sposati nel piccolo borgo dell’Appennino Tosco-Emiliano di Massa Sassorosso fino al 1888, emigrarono in Argentina alla ricerca di prospettive migliori.

Il comune di Villa Collemandina partecipa al progetto “Parco nel Mondo”, l’iniziativa promossa dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per la cittadinanza affettiva dei nativi dei suoi borghi e lo sviluppo sostenibile del territorio, gestito dall’Unione ILComuni Garfagnana. “Questa notizia ci fa grande piacere – dice il sindaco Dorino Tamagnini – si tratta di una ulteriore conferma di quanto già oggetto di studio e approfondimento anche da parte di appassionati locali e studenti a livello universitario. Intensificheremo gli opportuni contatti con la famiglia e la Fondazione che porta il suo nome per valorizzare questo illustre personaggio che può riservare nuove occasioni di valorizzazione per il nostro territorio”. Soddisfazione espressa anche dal presidente dell’Unione, Mari Puppa e dal presidente del Parco, Fausto Giovannelli: “Le potenzialità di “Parco nel Mondo” si stanno allargando non solo in termini di promozione del territorio ma anche quale occasione per rafforzare un sentimento identitario delle comunità d’Appennino che sia al tempo stesso aperto al mondo. E valorizzare la storia di tanti personaggi che nei vari campi hanno portato le loro capacità all’estero fortifica il legame con le comunità d’Appennino che rischiano di essere sempre più isolate”. Grazie alla fitta rete di contatti istituzionali con il mondo dell’emigrazione all’estero e la collaborazione della comunità locale, infatti, “Parco nel Mondo” è riuscito a far riemergere questa storia perduta nel tempo, attraverso una ricerca anagrafica che ha visto coinvolte la parrocchia, lontani familiari residenti, le istituzioni locali e marplatensi..

Si è giunti così alla determinazione di dare valore a questo personaggio, soprattutto nell’anno in cui ricorre il

ventennale della sua scomparsa, e consolidare il rapporto già esistente con Mar del Plata in termini attuali, implementando e dando nuovi sbocchi ai progetti di sviluppo esistenti in ambito culturale e turistico gestiti attraverso “Parco nel Mondo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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