Pensione anticipata, ecco come le donne possono evitare tagli

Per le lavoratrici con versamenti misti, è reversibile la decurtazione imposta dal sistema di calcolo contributivo

    di Ilaria Bonuccelli

    di Ilaria Bonuccelli

    LUCCA

    Non ci sono solo svantaggi per le donne che, con 35 anni di versamenti, smettano di lavorare entro il 2015, accettando una pensione decurtata del 20-25%, perché calcolata con il sistema contributivo. Non per tutte - annuncia il patronato Inac - i tagli sono definitivi: la scelta del sistema di calcolo contributivo (condizione essenziale per ottenere il pensionamento anticipato) per alcune donne è reversibile.

    Per le donne a contribuzione mista, con prevalenza di versamenti da lavoro dipendente,infatti, c’è la possibilità di limitare il taglio solo ad alcuni anni, quelli servono per raggiungere l’età della pensione di vecchiaia. E per alcune categorie, come le coltivatrici, accettare il pensionamento “anticipato” può anche risultare conveniente. Sono già centinaia le donne che si sono rivolte in questi giorni all’Inac, in cerca del modo più indolore per andare in pensione. E il patronato offre una serie di soluzioni.

    Norme e requisiti. A scatenare questa nuova ondata di interesse per le pensioni - spiega il direttore del patronato, Libero Seghieri - è la legge 247 del 2004 secondo la quale «in via sperimentale, nel periodo 2008-2015, le donne possono accedere al pensionamento di anzianità, optando per il sistema di calcolo contributivo (di solito meno conveniente rispetto a quello retributivo o misto, ndr), anche se hanno versato oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995». Per sfruttare questa possibilità - precisa Seghieri - sono necessari questi requisiti: 35 anni di contributi versati e 57 anni di età se la lavoratrice è dipendente; 35 anni di contributi e 58 anni di età se la lavoratrice percepisce una pensione da una gestione autonoma. «Considerando che le nuove disposizioni hanno introdotto le finestre mobili - evidenzia Seghieri - è necessario che questi requisiti vengano maturati prima del 2015. La lavoratrice dipendente deve avere maturato i requisiti entro novembre 2014; la lavoratrice autonoma deve averli maturati entro maggio 2014».

    Chi ci rimette. La categoria più svantaggiata da questa disposizione - spiega il patronato - è quella delle lavoratrici con solo reddito da lavoro dipendente e uno stipendio medio-basso. Nel loro caso, accettare di collocarsi a riposo con il calcolo contributivo significa rinunciare, per sempre, a un 20-25% della pensione: «Questo accade - insiste Seghieri - per quel meccanismo iniquio del calcolo contributivo che premia le persone con reddito da lavoro medio-alto e penalizza quelle con stipendi medio-bassi. Tuttavia, ci sono moltissime donne che per poter andare in pensione subito e non adeguarsi alle nuove regole, che fanno slittare di anni il collocamento di riposo, preferiscono accettare la decurtazione. Anche da noi ne vengono molte».

    A chi conviene. Andare in pensione anticipatamente - assicura Seghieri - conviene alle lavoratrici con pensioni molto basse, come le coltivatrici, le domestiche, le braccianti agricole e le donne che negli ultimi anni della vita lavorativa abbiano avuto impieghi precari. «Accettare di andare in pensione con il calcolo contributivo - conferma il dirigente del patronato - consente alle donne che rientrano in queste categorie di far scattare l’integrazione al minimo della pensione e di assicurarsi almeno 480 euro mensili». Questa situazione si può verificare - sottolinea Seghieri - per le donne con un reddito personale annuo non superiore a 12.493 euro o con reddito cumulato con il marito non superiore a 24.987 euro. «Può anche succedere che per un anno il requisito da reddito salti - aggiunge Seghieri - ma quando il reddito scende di nuovo, si recupera il diritto all’integrazione».

    A chi converrà. Andare in pensione con 35 anni di versamenti, accettando il calcolo contributivo, converrà (non da subito) alle donne con contribuzione mista, a prevalenza di versamenti da lavoro dipendente. «L’Inps - semplifica Seghieri - ha chiarito che per le persone che chiedono la pensione a carico di una gestione speciale dei lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori) la scelta del calcolo contributivo è reversibile. Nel caso specifico, le donne a contribuzione mista, con prevalenza di versamenti da lavoro dipendente, possono riscuotere la pensione calcolata con il sistema retributivo o misto quando maturino l’età per la pensione di vecchiaia. In concreto, per i primi 8-9 anni, riscuoteranno un’indennità tagliata del 20-25% secondo quanto prevede il calcolo contributivo, ma dai 66 anni in poi avranno la pensione rimpiguata».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    18 maggio 2012

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ