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Bambini in piazza contro i vandali

Striscioni e slogan per difendere la scuola da furti e atti di teppismo. Alla Carlo Piaggia una “lezione” dai più piccoli

LUCCA. Striscioni, slogan e tanta allegria. I bambini dicono no allo scempio e cercano di insegnare a chi è più grande di loro il rispetto. Accade all’istituto comprensivo 3 di S. Anna, 870 alunni, dove ieri gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e media si sono ritrovati davanti alla secondaria Carlo Piaggia per dire no ai continui furti e atti vandalici ai danni dei plessi, delle attrezzature, persino del materiale didattico. Dall’agosto 2011 a oggi si sono verificate una trentina di effrazioni. I genitori sono esasperati, i bambini sconsolati, dirigente e insegnanti continuano a chiedere provvedimenti. Eppure, nonostante lo scoramento, il presidio è stato un momento di confronto e gioia, quella gioia che solo i bimbi sanno scatenare. Sono stati loro i primi ad alzare gli striscioni e a gridare gli slogan. Alle loro spalle, non soltanto le famiglie, i maestri e i professori, ma un intero quartiere, che di episodi di vandalismo e furti non ne può veramente più. «L’ultimo fatto in ordine di tempo? Il 1º maggio, quando, nella notte, qualcuno è entrato alla media Piaggia e ha sfondato tutte le porte interne, per poi accanirsi sulla macchinetta del caffè e rubare le monete», racconta Elisabetta Donaglia, una delle rappresentanti dei genitori. È stata la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. I genitori si sono riuniti e hanno deciso di passare dalle parole ai fatti e manifestare. Naturalmente in maniera pacifica, nel segno di quell’atteggiamento che ormai da anni contraddistingue le scuole dell’istituto comprensivo 3, dove famiglie e insegnanti collaborano gomito a gomito su progetti di integrazione riservati ai bambini stranieri e su programmi di sensibilizzazione al rispetto della scuola, intesa come luogo dove i bimbi passano le loro giornate per stare insieme e imparare e, proprio per questo, luogo da amare. “I genitori adottano la scuola”, questo il titolo dato all’iniziativa, che ha portato alla riqualificazione di spazi e aule e al varo di progetti in continuo divenire, divenuti un vero e proprio punto di riferimento. «Dispiace vedere tanti sforzi vanificato così – commenta la dirigente Elisabetta Giannelli – I danni non li quantifichiamo neanche più. Porte sfasciate, computer, monitor e tv rubati, macchinette per le bevande danneggiate per portare via spiccioli. I vandali si sono attaccati persino al materiale scolastico e agli oggetti per le pulizie. Inutile dire che l’impatto sul già povero budget a disposizione è notevole. Chiediamo un’illuminazione migliore attorno alle scuole, il completamento dell’impianto d’allarme alla media e l’installazione di altrettanti impianti negli altri plessi» conclude, mentre fuori il numero di persone impegnate nel presidio aumenta e i bambini iniziano a farsi sentire con i primi slogan, urlati mentre danno qualche calcio ad un pallone e scherzano con gli amici. «Per noi, questa è un’occasione in più per testimoniare quanto teniamo alle nostre scuole e al percorso iniziato con i nostri figli – dice un altro rappresentante dei genitori, Giuseppe Mauriello – Non vogliamo che i nostri sforzi vengano vanificati dall’irresponsabilità di pochi, né, tantomeno, che l’azione di educazione portata avanti con gli insegnanti e recepita dai nostri bambini venga indebolita da episodi come quelli che si verificano di continuo». «La scuola è nostra, no ai vandali», urlano alcuni bambini, saltellando attorno ad uno striscione colorato. In fondo, chiedono solo che la loro scuola sia un luogo di crescita, aggregazione e istruzione e non una sorta di terra di nessuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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