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Spinto a terra e bastonato dai ladri

L'operaio di Ghivizzano determinante nella cattura di uno dei componenti la gang degli albanesi

 GHIVIZZANO. I ladri se li è visti di fronte sull'uscio di casa dei genitori. Il primo con una spinta l'ha buttato a terra, il secondo è riuscito a bloccarlo dopo essersi rialzato, ma il terzo l'ha preso alle spalle e con un bastone l'ha colpito a un fianco. Adesso l'operaio di 27 anni residente a Ghivizzano ha paura. Perchè due dei tre malviventi sono ancora uccel di bosco e con quella gente c'è poco da scherzare.  Per adesso i carabinieri hanno in mano uno dei malviventi: Edmond Maka, 25 anni, albanese, residente a Ponte a Moriano, disoccupato, qualche piccolo precedente penale. Nei suoi confronti il sostituto procuratore Piero Capizzoto dispone l'arresto per i reati di rapina impropria, ricettazione, lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiali. Reati commessi in concorso con due complici, forse connazionali, che l'altra sera per sfuggire alla cattura in località Ponte Pari a Borgo a Mozzano si gettano in un dirupo prospicente il greto del fiume e poi a nuoto si portano dalla parte opposta sparendo nell'oscurità. Non servono a nulla le potenti lampade dei vigili del fuoco giunti nella zona per illuminare meglio il fiume.  Una cosa è certa: il terzetto non è composto da sprovveduti. Sull'Audi A6 rubata il 19 dicembre scorso fuori da un'abitazione a Marlia ci sono arnesi da scasso di vario genere e un coltello con lama di 12 centimetri. Oltre a guanti in lattice e altro materiale usato da professionisti avvezzi a compiere furti e a non lasciare impronte in giro. Edmond Maka oggi sarà sentito dal gip per la convalida dell'arresto. Dovrà decidere se collaborare o restare in silenzio.  I FATTI  Il commando entra in azione verso le 17. E con ogni probabilità prima di agire pedina le vittime: un pensionato, un medico e un operaio. Chi si trova in vacanza e chi è fuori per lavoro. Così basta un piede di porco o un grimaldello per forzare porte e finestre di abitazioni che si trovano a Barga e Coreglia Antelminelli. Il bottino: oro, orologi, attrezzi da lavoro, persino un giaccone. Secondo i carabinieri il terzetto è autore anche di due tentativi di furto in un'abitazione di Barga e in un locale pubblico di Bagni di Lucca e del furto di una Mercedes Smart a Borgo a Mozzano. Per i ladri sino alle 18,30 è tutto okay. L'Audi A6 è carica di preziosi, mole e cellulari. Poi accade l'imprevisto. Entrano, forzando la finestra a piano terra, in una villetta a Ghivizzano. Sanno che la famiglia è in vacanza per Capodanno. Ma non hanno previsto che il figlio - un operaio di 27 anni - è rimasto a casa e ha il compito di controllare ogni tanto l'abitazione. Sono le 19 quando, ignaro di quanto sta accadendo, si ferma davanti alla villetta dei genitori. Proprio sull'uscio compare un individuo. È un attimo. Con una spinta lo scaraventa a terra e poi scappa. Ma il giovanotto si rialza e blocca, sempre sulla soglia, un secondo malvivente urlando per chiedere aiuto. Fuori sta piovendo e in giro non c'è un'anima. Il bandito si divincola e in suo soccorso, sempre dall'interno della casa, giunge un terzo malfattore che con un bastone colpisce l'operaio su un fianco e lo costringe alla resa. Il giovane cade a terra, ma ha il tempo di vedere nitidamente l'Audi A6 che parte a forte velocità. E prende il numero di targa.  L'INSEGUIMENTO  Il maresciallo Feniello, oltre trent'anni d'esperienza nell'Arma, viene avvertito telefonicamente dallo stesso derubato. Si precipita in zona e avverte la centrale che dirama alle pattuglie del radiomobile
di Castelnuovo il numero di targa e il modello della berlina. La macchine viene intercettata sulla Lodovica a Borgo a Mozzano. L'inseguimento si conclude a Ponte Pari. Il terzetto abbandona l'auto. Maka tenta si sfuggire alla cattura sferrando calci e pugni ai militari ma deve arrendersi.

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