Corruzione in Comune, 5 arresti
In carcere l'assessore Chiari
Indagati sindaco e Pierami
Nel 2007 Il Tirreno denunciò il caso

In carcere il responsabile della mobilità della città toscana Marco Chiari. Ai domiciliari Giovanni Valentini del Gruppo Valore di Prato. Indagati il sindaco Favilla e l'assessore Pierami

    di Luca Tronchetti LUCCA. Terremoto politico-giudiziario in città. All'alba i carabinieri hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare in carcere all'assessore alla mobilità, al centro storico e con delega allo stadio del Comune di Lucca, Marco Chiari, e al dirigente dell'ufficio urbanistica Maurizio Tani. L'accusa è di corruzione.
    Il sindaco Mauro Favilla e l’assessore alle finanze, già vicesindaco, Giovanni Pierami sono invece iscritti nel registro degli indagati. Risulterebbe tra gli indagati anche un professionista esterno al Comune. Da parte sua il sindaco, che ha mantenuto la delega per l’urbanistica, nega di aver ricevuto avvisi di garanzia. In attesa, afferma, di conoscere nei dettagli gli atti, si riserva ogni commento, ma anticipa che non convocherà una giunta straordinaria per esaminare la vicenda. A suo giudizio, la corruzione è un fatto privato e quindi non ci dovrebbero essere conseguenze sul mandato amministrativo.

    Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state disposte inoltre per l'architetto Giovanni Valentini del Gruppo Valore di Prato sino a ieri pomeriggio azionista di maggioranza della Lucchese Calcio e ai professionisti Andrea Ferro, ex presidente della commissione urbanistica-ambientale del comune di Lucca e figlio del presidente del Tribunale e Luca Antonio Ruggi, quest'ultimo dello studio professionale di Chiari. Anche per loro l'accusa è di corruzione. Sequestrati su ordine del gip e richiesta della procura di Lucca 18 milioni di euro alla gruppo Valore di Prato e l'intera area del parco di S. Anna. Le ordinanze sono state appena eseguite.

    I cinque, spiega un nota dei carabinieri, sono ritenuti responsabili di «reati contro la pubblica amministrazione, per aver creato uno stabile accordo corruttivo con promesse e dazioni di danaro, finalizzato all' adozione ed approvazione di provvedimenti amministrativi, che consentissero la realizzazione di importanti progetti edilizi ed urbanistici». Nell'ambito dell'operazione è stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per circa 20 milioni di euro. Nell'operazione, tuttora in corso con numerose perquisizioni in abitazioni ed uffici, sono impegnati oltre 50 carabinieri.

    A denunciare l’operazione immobiliare di S. Anna è stato per primo IL Tirreno che dal 2007 si occupa della vicenda. L’inchiesta è stata portata avanti per mesi e ha causato un terremoto politico. In seguito all’inchiesta del Tirreno è stato costituito il Comitato Parco di S. Anna, composto dai residenti che si battono contro la colata di cemento nel quartiere.

    COSI' SUL GIORNALE DEL 20 GIUGNO 2007

    15 giugno 2011

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