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Camellietum Compitese sotto esame

Passi in avanti per l'inserimento del "Camellietum Compitese" nei "Giardini di eccellenza". La delegazione internazionale di esperti, che ha effettuato una visita all'area, ha riscontrato il rispetto dei criteri principali per l'assegnazione del marchio di qualità. Nei prossimi giorni saranno sistemati alcuni dettagli poi, entro la fine di aprile, sarà effettuato il sopralluogo che precluderà all'assegnazione del riconoscimento. Si tratterebbe di un ulteriore prestigio per il Borgo delle Camelie, visto che i 'Giardini di eccellenza' nel mondo sono 17, di cui uno in Italia sul Lago Maggiore e 5 nel resto dell'Europa: Regno Unito, Germania e Svizzera. «Siamo ottimisti - afferma l'assessore alla cultura, Leana Quilici -.

L'inclusione in questo circuito sarà il giusto riconoscimento al prezioso lavoro dei volontari che da anni curano questo luogo e che danno un forte contributo alla realizzazione della manifestazione. Sarà anche un ulteriore veicolo promozionale per il territorio e per la mostra, che anche quest'anno è stata in grado di attirare molti visitatori e che si appresta a vivere l'ultimo fine settimana più che mai ricco di appuntamenti». La delegazione internazionale, composta dal presidente dell'International Camellia Society, Patricia Short, dal presidente della Società Italiana della Camelia, Andrea Corneo, da GianMario Motta, vice presidente della Società Italiana della Camelie e da Mirella Motta, responsabile per l'Italia dell'International Camellia Society, ha espresso parole di elogio per il camelieto, l'unico luogo del genere esistente in Italia. Accanto al team internazionale c'era anche il comitato scientifico locale che annovera, fra gli altri, Guido Cattolica e Angelo Lippi.

Il camellietum sorge in un'area di circa mille metri quadrati ed ospita tutte le varietà di cultivar presenti nell'Ottocento in Toscana. Le camelie sono esposte nei terrazzamenti secondo un criterio scientifico, in modo che il luogo abbia anche una valenza didattica: si parte dalla prima camelia arrivata in Italia, la "Camelia japonica
L.", per proseguire in ordine cronologico con le prime cultivar a fiore semidoppio e doppio, per poi finire con gli ibridi interspecifici che cominciarono ad essere prodotti verso la fine dell'800. Alcune cultivar del camellietum rappresentano le uniche specie che oggi si trovano in Italia.

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