Sos dei donatori per aiutare Vito

Da 3 anni è in stato vegetativo, ma potrebbe essere curato in Austria

    di Paola Taddeucci  LUCCA. In aiuto di Vito. È l'appello dei donatori di sangue di Tempagnano per il giovane Annichiarico, 32 anni, in stato vegetativo da 3 a seguito delle gravi lesioni riportate in un incidente stradale. Vito - che prima dell'incidente lavorava al bar dell'ospedale Campo di Marte - potrebbe fare progressi con farmaci e una terapia riabilitativa che attualmente vengono garantiti soltanto da una clinica austriaca, non convenzionata con il servizio sanitario italiano. Il ricovero - di almeno tre mesi - comporta esami, cure e altri interventi per una spesa totale di 81mila euro, cui c'è da aggiungere il soggiorno di chi lo accompagna (il padre Giuseppe o la madre Maria Rosaria).  I donatori di sangue di Tempagnano, perciò, fanno un appello a quanti vogliono aiutare Vito e i suoi genitori a sostenere questa spesa. Il numero di conto corrente postale su cui fare il versamento è 97359616; codice Iban: IT64 KO76 0113 7000 0009 7359 616 (causale Per Vito). Chi non ha possibilità di fare il versamento bancario, può rivolgersi direttamente al responsabile dei donatori di sangue di Tempagnano, Carmine Di Vito, oppure al parroco don Simone Giuli o al bar dell'ospedale Campo di Marte.  Della situazione di Vito Annichiarico è a conoscenza anche l'assessore comunale e vicesindaco Angelo Monticelli, che ha seguito costantemente il caso e ha sostenuto i donatori di sangue nelle iniziative a favore del ragazzo, donando 500 euro a nome del Comune. Ma si sono mossi anche i parrocchiani di Antraccoli-Picciorana-Tempagnano che stanno aiutando i donatori nella ricerca fondi. Ecco le somme già raccolte: 250 euro dalla circoscrizione 4, 461 dalla Mondinata, 300 euro da "Per un 2 novembre più cristiano", 2500 dalla cena di beneficenza per Vito, 622 dal pellegrinaggio a Montenero, 280 dal bar dell'ospedale, 695 da vari benefattori.  Dopo l'incidente, Vito rimase per due mesi in coma e da allora ha fatto il giro di diversi ospedali, tra cui Lucca, Pisa, Viareggio, Fontanellato (Parma) e Volterra. Poi è stato dimesso, perché nelle strutture italiane non c'è niente altro che gli possa essere fatto. Attualmente è a casa, dove i genitori - il padre è un ex agente di polizia in pensione, la madre è insegnante elementare - con grandi sacrifici e un mutuo hanno adattato il piano terra alle esigenze del figlio, che accudiscono 24 ore su 24.  Vito è seguito dai medici dell'Asl 2, che i genitori ringraziano per la gentilezza e la disponibilità sempre dimostrata. Ma avrebbe bisogno della riabilitazione perché è l'unico sistema per fare progressi, tanto che per tre volte alla settimana sta effettuando esercizi con due fisioterapisti e un logopedista. Una riabilitazione necessaria (pagata direttamente dalla famiglia con una spesa settimanale da 400 a 450 euro) e utile tanto che Vito riesce a capire, ricordare e rispondere con le palpebre e il piede sinistro. Ma non è sufficiente. Il ragazzo, infatti, non regge il capo eretto, non parla ed è alimentato ancora con la cannula.  I sanitari della clinica austriaca hanno assicurato che potrebbe arrivare a stare con il capo eretto, ad alimentarsi per bocca e a recuperare la voce. Sarebbero conquiste importanti per lui e per i genitori, che stanno dedicando ogni energia e risparmi al loro figlio.  «Ringraziamo di cuore - dicono - quanti vorranno aiutarci a dare a Vito la speranza di una vita migliore. Grazie davvero».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 dicembre 2010

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ