LAlce di Fornoli, dallimpianto a biomasse si cerca di recuperare energia termica
BAGNI DI LUCCA. Incontro a Palazzo Ducale tra Provincia, comune di Bagni di Lucca, aziende Alce e Gesam per valutare la possibilità di usare l'energia termica prodotta dallo stabilimento di Fornoli per un impianto di teleriscaldamento. Durante l'incontro, voluto dall'assessore provinciale per lo sviluppo economico Francesco Bambini, si è deciso di proseguire con la fase valutativa per stabilire le modalità di attuazione del progetto ed è stato creato un gruppo di lavoro, composto da una parte politica ed una tecnica, che sarà operativo già nelle prossime settimane. L'ipotesi del teleriscaldamento è già stata oggetto di una fase di analisi sia per esaminare la parte di territorio che potrebbe essere coinvolta nel progetto sia per conoscere le possibilità tecniche tra cui scegliere. Proprio per avere un contributo qualificato in questo frangente, all'incontro erano presenti i rappresentanti della società Sevas, gestore del servizio pubblico relativo agli impianti termici gran parte dei comuni della provincia. Intanto il comitato che si oppone all'impianto a biomasse attacca ancora il progetto. «L'assessore provinciale Bambini, a seguito del taglio al finanziamento dei certificati verdi che mette in serio dubbio il progetto a biomasse Alce, manifesta la propria preoccupazione sul futuro dell'azienda, mentre, contemporaneamente, gli abitanti di Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Gallicano ed in genere della Valle, tirano un sospiro di sollievo - dice il comitato -. Esistono tutta una serie di motivi che contraddicono la preoccupazione del rappresentante dell'amministrazione provinciale: per esempio l'aver ignorato la crisi Rotoplast, la crisi Allumil, ma, nel caso specifico, l'aver ignorato i motivi di dissenso manifestati dagli abitanti». A giudizio del comitato, il fatto che la valle sia caratterizzata da un alto tasso di inquinamento atmosferico non rappresenta, agli occhi degli amministratori pubblici, motivo di preoccupazione «né preoccupa la devastante crescita di malattie tumorali nella popolazione locale. Segnalata anche, a quanto ci risulta, da esperti istituzionali, sia ai rappresentanti di maggioranza del comune di Bagni di Lucca, sia in Conferenza dei servizi. Ma non preoccupano neppure le proporzioni del progetto approvato dal comune di Bagni di Lucca e dalla Provincia, passato come meno inquinante del precedente attraverso il prestigioso giochetto delle percentuali di inquinanti per metro cubo, ma in realtà produttore di quantitativi nettamente superiori, in valore assoluto, di sostanze nocive immesse nell'aria». Dopo la Conferenza dei servizi del 26 di maggio, sono gli abitanti, aggiunge il comitato, «che manifestano la propria apprensione, non tanto per l'approvazione del progetto, ma per la superficialità con la quale è stato elargito. Era stato ripetutamente richiesto, anche al prefetto, il rigoroso rispetto delle leggi, un approfondimento dal punto di vista scientifico della criticità della valle, una oggettiva e corretta valutazione di quanto un intervento simile condizioni le prospettive di vita degli abitanti. Tutto questo è stato colpevolmente ignorato». Nel rinnovare la solidarietà alle maestranze Alce, il comitato sottolinea «quanto ingannevole fosse il messaggio fatto passare, proprio dall'assessore Bambini, della difesa di 15 posti di lavoro. La nostra è un'area fortemente industrializzata e, come lui ben sa, potevano essere adottate soluzioni alternative. «Non conosciamo la sorte dei certificati verdi, se la manovra finanziaria li taglierà, se farà eccezioni od altro; resta l'incertezza di questo progetto e la fragilità del percorso intrapreso, che potrebbe fermarsi prima di ottenere formale autorizzazione, evidenziando, inequivocabilmente, la scarsa lungimiranza di chi progetta lo sviluppo della Valle».
08 giugno 2010