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Il capo è Palmeri, il Generalissimo

Gli inquirenti hanno ricostruito la struttura dell’associazione. Dalle indagini emerge tutto il suo carisma. Di Vecchio indicato come braccio destro

LUCCA. Una struttura verticistica, quasi militare, con un gruppo di associati il cui codice d’onore impone la solidarietà tra gli aderenti - specie se detenuti e diffidati -, l’assoluta omertà, l’assidua frequentazione, l’azione violenta e determinata contro i traditori (“gli infami”), le forze dell’ordine, la tifoseria avversaria e i “comunisti”. Questo il credo dei “Bulldog Lucca 1998”, che abitualmente si ritrovavano in un locale sulla circonvallazione nelle vicinanze della Questura. A bordo di auto “pattugliavano” le strade cittadine. Il leader punto di riferimento, capo indiscusso dell’organizzazione per gli inquirenti è Andrea Palmeri, 28 anni, autentico promotore dei Bulldog. Per i consociati è lui il “Generalissimo”. Colpito da Daspo, indagato e sotto processo per pestaggi nei confronti di esponenti dei centri sociali, non s’impegna direttamente nelle azioni cruente, come interventi in curva, spedizioni punitive, aggressioni. Ma è lui - sostiene la procura - a dare ordini, a stabilire cosa si deve fare e cosa non si deve fare.

È lui che riesce ad ottenere la vendita dei gadgets e dei biglietti per le trasferte. Politicamente, per Digos e procura, è schierato su posizioni di estrema destra: già simpatizzante del movimento Forza Nuova, recentemente è confluito nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore, in favore del quale ha organizzato in provincia diverse iniziative impegnandosi nella campagna del cosiddetto “Mutuo Sociale”. Sotto il Generalissimo, secondo gli inquirenti, il suo vice, Andrea Di Vecchio, 20 anni, residente all’Arancio. È soprannominato “Francuccio” o “Capo” e secondo la procura sarebbe attivista di Forza Nuova. Ha assunto il ruolo di coordinatore dei Bulldog dopo che il Tar della Toscana, per vizi procedurali, aveva annullato il Daspo del 24 settembre 2006 (partita Pisa-Lucchese). In quell’occasione era stato riconosciuto mentre lanciava verso la gradinata un fumogeno. Era lui ad occuparsi in prima persona della vendita dei biglietti in occasione delle trasferte della Lucchese. È ritenuto il braccio destro di Palmeri, l’esecutore delle sue volontà.

C’è poi Daniel Fratello, 28 anni, nei cui confronti gli inquirenti evidenziano una serie di reati in ambito sportivo (invasione di campo, lancio di oggetti) e inerenti la discriminazione razziale. Palmeri lo indica in un’intercettazione come «incaricato a tirare avanti il gruppo». Con Fratello per Palmeri anche Andrea Vanni, 36 anni, agli arresti domiciliari, definito «idoneo a tirare avanti il gruppo all’interno della curva». Segno di fiducia incondizionata. Luigi Marotta, 22 anni, detto «Gigi la Trottola», all’interno dell’organizzazione era invece delegato alla raccolta dei fondi per gli arrestati. Il 6 aprile scorso, tra l’altro, era stato arrestato in flagranza dal nucleo radiomobile dei carabinieri per aver asportato una macchinetta cambia monete al bar Pacini di Coselli, dopo aver forzato con l’auto la porta d’ingresso. C’è poi Stefano Vannucci, l’intestatario della scheda Sim utilizzata da Palmeri e sottoposta ad intercettazione telefonica.

Sullo stesso piano ci sono poi i vari esecutori degli ordini impartiti dal Generalissimo: da Francesco Preziuso, detto Cicogna, a Giacomo Baroni; da Mirko Santucci a Davide Giovannetti; da Lorenzo Pucci, detto Toffolo o Tozzo, sino a Francesco Venturini, Alessandro Frediani, Adam Alexander Mossa e Alessandro Bastone. Pronti a prendersi colpe e responsabilità anche non proprie, se le circostanze lo esigono. Infine i cinque che
hanno ottenuto la misura dell’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana: Gabriele Bianchi, Matteo Frangioni detto Brioche, Alberto Del Bianco soprannominato Albertazzi, Federico Mecca e Junio Valerio Cantini, il responsabile della vendita dei gadget dei Bulldog.

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