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Torna finalmente a splendere l’epopea degli “scarronzoni”

Livorno, in vista del centenario della fondazione dell’Unione Canottieri Livornesi:  nuovo consiglio direttivo guidato da Matteo Orsini con Rossano Vittori vice

LIVORNO. Festa grande all’Unione Canottieri Livornesi per salutare il nuovo consiglio direttivo e applaudire gli atleti biancoblù che si sono affermati a distinti nelle competizioni regionali e nazionali.

Gli oltre cinquanta soci e atleti hanno voluto testimoniare il loro sostegno al presidente Matteo Orsini, al vicepresidente Rossano Vittori e ai consiglieri Claudio Coca, Giacomo Tacconi e Francesco Masoni e al loro ambizioso programma di rilancio dell’antica e prestigiosa società labronica, che è stata insignita della “stella d’oro” al merito sportivo.

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Stiamo parlando di un sodalizio che ha fatto la storia. La loro leggenda è legata al nome con cui sono stati conosciuti in tutto il mondo: “Scarronzoni”. Li chiamarono così per il tipo di voga decisamente irruento e poco corrispondente ai canoni che li ha contraddistinti fin da quando hanno fatto capolino al di fuori del ristretto ambito locale. Il riferimento è all’epopea del canottaggio labronico a cavallo fra la fine degli anni venti e il decennio successivo, quando gli “scarronzoni” livornesi rappresentarono i colori azzurri nell’ “otto” maschile di canottaggio alle Olimpiadi prima di Los Angeles nel ’32 e poi di Berlino nel ’36, finendo per conquistare l’argento in entrambi i casi per una frazione di secondo contro due armi americani.

Adesso il club ha ripreso vigore con un programma grazie al contributo dei Fratelli Colò, Nelson Tavern e altri nuovi sponsor con l’obiettivo di promuovere con forza il settore del canottaggio giovanile – spiegano dal quartier generale sugli scali D’Azeglio (mentre la base nautica è al civico 12 di via Quaglierini) – e dare impulso a quello della canoa che, sotto la guida del bravo Pierduilio Puccetti, ha ottenuto eccellenti risultati in campo regionale e nazionale dando nuovo lustro alla cantina labronica.

Al centro del programma dei dirigenti biancoblù – viene sottolineato – c’è poi la valorizzazione e l’ampliamento del museo degli scarronzoni che raccoglie foto, trofei e cimeli del leggendario “otto” che, come detto, sfiorò per due volte a distanza di quattro anni il massimo alloro olimpico.

«È un museo dovenuto meta delle scolaresche e di tanti livornesi così come di turisti stranieri che vi fanno tappa nel corso dei tour nei fossi medicei», raccontano gli esponenti dell’Unione Canottieri.

Vale la pena di ricordare che nei giorni scorsi alla Biblioteca Labronica ai Bottini dell’Olio erano rimasti in esposizione alcuni degli oggetti presenti all’interno del museo degli scarronzoni, a cominciare dalle coppe vinte dagli “scarronzoni” alle Olimpiadi – tanto quella di Los Angeles nel 1932 quanto quella di Berlino quattro anni più tardi – oltre a cimeli dell'Unione Canottieri Livorno, compresa la tessera di socio di Pietro Mascagni.

Ma il consiglio direttivo dell’Unione spiega anche di avere un serbo un grande evento per l’anno prossimo: si punta a un evento di carattere internazionale da accompagnare con una serie di iniziative sportive e culturali in vista del fatto che il prossimo anno si arriverà alla celebrazione del centenario della fondazione della società labronica. —


 

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