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La musicoterapia parla livornese Guidi nel team per i programmi

Il direttore dell’istituto Mascagni è stato chiamato dal ministero nell’équipe che inventerà il primo corso italiano di specializzazione in questo campo

LIVORNO. La nostra città unisce le sue eccellenze in campo musicale con le nuove frontiere delle cure complementari, e si candida a diventare un polo di riferimento per l’altissima formazione in collaborazione con l’università di Pisa.

Sarà il maestro Stefano Guidi, direttore dell’Istituto superiore di studi musicali Pietro Mascagni, a presiedere la commissione incaricata dal ministero per redigere i programmi di studio che getteranno le basi del primo corso italiano di specializzazione in musicoterapia, la cui fase sperimentale sul nostro territorio (contemporaneamente agli altri istituti nazionali) si svolgerà in congiunzione fra il conservatorio livornese e l’ateneo pisano.

La prima generazione. Proprio dal Mascagni emergerà dunque la prima generazione di musicoterapeuti qualificati, e certificati da un titolo di studio congiunto che richiederà anche ore curricolari di tirocinio da svolgersi presso gli ospedali e i centri diurni ubicati in tutta la costa livornese.

«Siamo pronti a cominciare, entro il 2018 faremo la presentazione ufficiale e a partire dall’anno accademico 2019-2020 daremo il via alle lezioni. I canali con le strutture sanitarie sono già aperti» spiega Guidi, egli stesso precursore della materia, che in seguito alla nomina da parte dalla conferenza che riunisce al tavolo i 72 direttori dei conservatori nazionali, a inizio luglio si è recato a Roma in qualità di delegato per incontrare i vertici del Ministero.

E proprio riguardo alla presentazione, Guidi ha parlato con il maestro Peppe Vessicchio: la stretta di mano è avvenuta a Cecina in occasione del festival #Raccontandoci: «L’ho trovato una persona sensibile e colta sull’argomento della musicoterapia, e gli ho promesso che se riusciamo a organizzare l’evento a Livorno lo invito di sicuro».

A chi è rivolto il corso. Il corso sarà dunque rivolto principalmente ai musicisti che abbiano già consolidato la propria formazione, ma sarà aperto anche a chi proviene dall’àmbito medico-sanitario (questi ultimi dovranno superare uno specifico esame di ammissione).

«C’è una grandissima richiesta lavorativa di musicoterapeuti, a fronte di pochissimi individui realmente titolati per intervenire su un paziente» precisa Guidi, intendendo tracciare una netta linea di separazione tra professionisti e curatori improvvisati.

Durante il viaggio a Roma infine Guidi ha avuto anche modo di perorare la causa “statalizzazione”

che tiene in stallo i conservatori, e rinnova l’appello al ministro Marco Bussetti che si occupa di istruzione e università all’interno del governo Conte: «Tutti gli istituti aspettano lo sblocco del decreto attuativo, manca solo l’atto di indirizzo». —

 

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