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“La Perla” e il cinema in un cortometraggio girato a Castiglioncello

Racconta gli anni d’oro visti con gli occhi di un bambino I ciak davanti al Circolo delle Quattro gomme lisce

CASTIGLIONCELLO. Le meraviglie del grande schermo viste con gli occhi di un bambino che per la prima volta si approccia al mondo della celluloide. Non si tratta di un cinema qualunque, ma della storia straordinaria che lega Castiglioncello ad attori come Marcello Mastroianni e Paolo Panelli. Questa l’idea alla base del cortometraggio “L’ultimo cinema” , le cui scene vengono girate tra piazza della Vittoria, il cantiere per la realizzazione della nuova sala cinematografica a Portovecchio e l’esterno della scuola elementare Ernesto Solvay.

Tanti i residenti e i turisti che sabato e domenica scorsi si sono soffermati davanti alla sede del “Circolo delle quattro gomme lisce” tra via Fucini e la piazza, incuriositi da macchine da presa e attori pronti a entrare nei personaggi loro assegnati. L’idea è venuta Stefano Vannelli, regista pisano che gira cortometraggi e documentari: il suo “Vuoto a perdere”, alcuni anni fa, è stato premiato a Venezia off e selezionato per rappresentare l’Italia al festival del cinema di Sanpietroburgo. E l’intenzione di Vannelli sarebbe quella di far partecipare alla kermesse del cinema di Venezia, edizione 2018, anche il corto che sta ultimando e che ha come protagonista principale lo straordinario legame tra Castiglioncello e il grande schermo, fatto di esistenze e storie di gente comune che si intrecciano con quelle di attori che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale.

«Conoscevo il circolo delle “Quattro gomme lisce” - racconta Vannelli, ma non benissimo. Ho approfondito la storia di questo luogo, che mi ha entusiasmato». Una vicenda quello dei fratelli Ciucchi e del legame della loro autorimessa con Mastroianni e Panelli, che rischia di essere dimenticata.

«Non deve accadere - ricorda il regista - Mi sono reso conto che molti giovani non hanno memoria dello straordinario periodo che il cinema ha vissuto tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Un periodo di cui Castiglioncello è stata protagonista».

Ecco che Vannelli ha deciso di raccontare la storia di questo legame indissolubile attraverso gli occhi di un ragazzino. «Un bambino che casualmente - spiega Vannelli - incontra i fratelli Ciucchi che gli narrano, anche attraverso le centinaia di fotografie che sono appese nel loro storico garage, il loro rapporto con Panelli e Mastroianni». Chiaro che il ragazzino si incuriosisce, e così si dipana una vicenda di scoperte ed emozioni.

«Ringrazio tanto Walter Ciucchi e la sua famiglia - termina Vannelli - per averci concesso l’uso

del circolo, e anche Massimo Faverzani del cinema di Portovecchio. La mia idea è di presentare il cortometraggio per il festival di Venezia, e comunque durante l’estate avremmo in mente di fare una proiezione al cinema estivo in pineta Marradi».

Anna Cecchini

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