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Vinili, birre e nuovo album: il cantautore Motta a Livorno

L' artista è ospite lunedì 21 maggio al Bad Elf per inaugurare il vinyl corner. Canzoni e riflessioni sul disco “Vivere o morire” prima del tour

LIVORNO. Dopo l’inaugurazione, il nuovo Bad Elf Pub sugli scali delle Ancore svela il proprio angolo che unisce musica e vinili con la birra e le degustazioni. A inaugurare il Vinyl Corner, con il primo Meet & Vinyl, lunedì 21 maggio alle 19 arriva niente meno che il cantautore livornese Francesco Motta, che parlerà del suo nuovo disco “Vivere o morire” in un evento diviso tra parole e ascolto.

É il primo appuntamento di un programma che caratterizzerà ogni mese la vita del locale (per informazioni 328 1251458). «L’angolo vinili – dicono i gestori del Bad Elf - non sarà solo un luogo dove selezioneremo buona musica, ma sarà anche un vero e proprio vinyl shop. Ogni mese, infatti, metteremo in vendita 4 titoli (nuove uscite o catalogo, ndc) abbinati ad altrettante birre. Si potrà acquistare il disco con la sua birra abbinata. E per il primo appuntamento abbiamo voluto fare le cose in grande, invitando Motta in persona, con il suo fantastico nuovo album “Vivere o Morire”». Il primo Meet & Vinyl riserva quindi una sorpresa davvero speciale: «Non solo abbineremo alla vendita del disco una birra, ma i nostri amici del Birrificio Olmaia di Montepulciano hanno creato una birra per l’occasione in versione limitata con etichetta ad hoc».

“Vivere o morire” è il nome di questa birra, ricalcando il titolo del disco di Motta, cantautore livornese che con la sua seconda fatica discografica ha confermato le grandi potenzialità già espresse con il debut album “La fine dei vent’anni”, foriero della Targa Tenco come miglior opera prima. In questo mese, Francesco si esibirà live a Roma, Firenze, Bologna e Milano, per poi lanciarsi nei festival estivi.

Uscito ad aprile per Sugar, “Vivere o morire” è un disco molto intimo e potente, per la profondità dei suoni e l’incisività di testi che ancora una volta sfuggono al nichilismo che caratterizza certo cantautorato italiano e riescono a essere pungenti senza ferire, semmai con l’intento di scuotere e indirizzare verso una scelta chiara e rasserenante: nella metafora tra il “vivere” e il “morire”,

Motta lascia intendere benissimo da quale parte andare. E c’è anche un omaggio a Livorno, che proprio nella title track è definita “una città strana, piena di gambe nude e personalissime posture, dei silenzi di mia madre e della mia giustificata distrazione”.


 

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