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Brosio: l’“olimpiade del cuore” fra Montenero e Gorgona

Torneo di calcio fra detenuti, magistrati, militari e artisti ma anche preghiera e cena di gala con chef stellati per raccogliere fondi nel segno della solidarietà

LIVORNO. Un torneo di calcio nei campetti del penitenziario di Gorgona con i detenuti dell’isola, un momento di preghiera per la pace, una cena di gala (il “Galà del cuore”) con chef stellati sul sagrato del santuario di Montenero e uno spettacolo nella piazza proprio sopra l’arrivo della funicolare con musica e le star della tv. È il progetto “Mattone del cuore”, la mini-olimpiade di solidarietà e spiritualità combinata con sport e spettacolo che il vulcanico Paolo Brosio ha condensato in una tre giorni, dal 25 al 27 maggio, tra Livorno, l’isola di Gorgona e Montenero.

L’obiettivo è raccogliere fondi da destinare al Villaggio della carità in Corea, alle famiglie in difficoltà e a quelle dei detenuti, agli alluvionati di Livorno e alla realizzazione di un ospedale di pronto soccorso a Medjugorie. Nel frattempo, grazie al contributo di Giuseppe Abate, sarà ristrutturato e dotato di una recinzione anche il disastrato campo di calcio dei detenuti di Gorgona che si ritroveranno un impianto nuovo e funzionale.

Brosio ha ringraziato anche gli altri “amici sostenitori” presenti, gli imprenditori livornesi Stefano Frangerini, Andrea Palumbo e Enio Lorenzini, e l’allenatore della nazionale cantanti Sandro Giacobbe. Uno sforzo organizzativo che ha coinvolto, oltre a una miriade di sponsor e imprenditori benefattori, il ministero dello sport, quello della giustizia (ieri ha partecipato alla presentazione dell’evento in vescovado anche il sottosegretario Cosimo Maria Ferri) oltre a amministrazione penitenziaria, Coni, Comune di Livorno, Capitaneria di porto, Brigata Folgore, Marina militare, onlus Cure 2 Children e nazionale cantanti rappresentata ieri da Giacobbe.

Dalla base dell’Hotel Palazzo, il ritrovo è per il pomeriggio del 25: l’indomani mattina circa 200 ospiti selezionati sbarcheranno a Gorgona grazie a Moby Line, sulla motonave Superba con le reliquie della Madonna delle lacrime del santuario di Siracusa e a una reliquia di San Giovanni Bosco, per partecipare a una messa e alla successiva preghiera del dialogo interreligioso con gli esponenti delle diverse confessioni. Poi, dopo l’inaugurazione e la benedizione del campo di calcio rinnovato del vescovo Simone Giusti, il via al torneo. Insieme ai detenuti isolani, sette squadre si contenderanno la coppa della Pace (che Brosio ha voluto a modello della Coppa dei campioni, «visto che non riesco a vincerla con la Juve», ha scherzato): una selezione di cantanti, artisti e personaggi dello sport nazionale, una squadra di magistrati, una della gendarmeria del Vaticano e quelle composte da polizia penitenziaria, marina militare e guardia costiera, una dagli sponsor e infine un’ultima, in fase di definizione, potrebbe essere composta anche da alcuni giocatori del Livorno.

Il rientro in serata e il giorno dopo al Picchi, è prevista “Partita del cuore” con il Livorno, ma solo in caso di promozione diretta in B della squadra amaranto. Alle 15 invece il trasferimento a Montenero con un altro momento di preghiera per la festa della Santissima Trinità fino alle 19.45 quando si darà il via al Galà e alla Notte del cuore, i due momenti clou per la raccolta fondi. «Vorrei ringraziare il sindaco Nogarin e gli assessori che si sono prodigati per permetterci di svolgere la cena lo spettacolo in piazza», ha concluso Brosio.

«Paolo ha presentato questo nuovo progetto di solidarietà – è intervenuto

monsignor Giusti – che sarà anche un incontro di pace. La religione ha un ruolo sociale importante: se uno rispetta la legge di Dio, se i valori sono scritti nel cuore non ci sarebbe bisogno di polizia. Occorre grande coscienza morale, quella che la religione ha sempre costruito».

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