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Il Palazzo Grande si rifà il look Ripulita la storica facciata

Intervento di Apige sugli esterni: via la fuliggine dal “nobile interrompimento” «Edificio dimenticato, eppure è il simbolo di una rinascita: serve un progetto»

Col passare del tempo, mutano le cose, i paesaggi, le città. Nelle strade restano alcuni palazzi, ma nessuno ricorda più perché e quando sono stati costruiti. Subito dopo la Liberazione, la nostra città offriva uno scenario drammatico, la guerra aveva danneggiato la maggior parte degli edifici, e molti erano andati distrutti. La città necessitava di un piano di ricostruzione, e nel 1945 fu fatto obbligo al Comune di redigerne uno. Quello che fu poi approvato prevedeva l’inserimento dei portici lungo via Grande e la riduzione della stessa piazza con la costruzione di un nuovo edificio, per la necessità di separare la piazza religiosa da quella civica. La realizzazione di questo “interrompimento” al centro della piazza, termine con cui poi fu ribattezzato Palazzo Grande, fu affidata all’architetto romano Luigi Vagnetti. I lavori iniziarono nel 1950 e l’edificio fu inaugurato nel 1952. Le polemiche e le controversie cominciarono allora, quando Palazzo Grande finì per offrire una realtà multiforme, conciliando al suo interno fondi commerciali, uffici, alloggi e un grande cinema-teatro. I cittadini non lo videro di buon occhio, ritenevano che un edificio commerciale avrebbe dovuto avere un’altra ubicazione. Oggi, che sono passati più di sessant’anni dalla costruzione, l’edificio resta al centro di critiche, aggravate dall’opinione negativa che continuano ad avere i livornesi.

Palazzo Grande è situato a pochi passi dal porto, nel cuore della città. Una struttura su sei piani con una imponente facciata, un atrio a loggia porticata e uno scalone che conduce ai piani superiori. Sul retro del palazzo spicca la Chimera, un rilievo in ceramica dell’artista Duilio Cambellotti. Da poco l’edificio è stato riportato allo splendore, ha perso la fuliggine del tempo grazie al lavoro fatto da Apige Smart, un’impresa che offre una vasta gamma di servizi nel settore edile per quanto riguarda la ristrutturazione e la manutenzione degli immobili. È stato l’imprenditore di Apige, Davide Cavalli, a inventare il “risanamento delle facciate con piattaforma”. Ecco perché ora più che mai la Storia torna alla mente come un eco della memoria: quella di un passato non molto lontano, fragile, fatto di guerra, bombe e perdite. Ecco perché oggi, proprio noi che abitiamo il presente, non dobbiamo dimenticare, e dare a ciò che ci circonda il giusto valore.

Palazzo Grande è una testimonianza del nostro passato, che noi dobbiamo valorizzare. Salviamolo. Serve un progetto che ne mantenga la fruizione pubblica, collettiva. Serve una riqualificazione, ora, subito, nell’immediato, prima che l’intervento fatto da Apige vada perduto. Palazzo Grande è stato un edificio utilizzato a lungo, ora inutilizzato da troppo tempo, ma resta il simbolo di rinascita di Livorno nel dopoguerra. Non può essere condannato alla decadenza e all’oblio. Si devono trovare soluzioni consone alla sua posizione. È triste vedere che oggi quel grande edificio offra solo porte chiuse e nessuna informazione. È imponente, costoso, eppure la sua presenza si riduce a un nome, Palazzo Grande, niente più. Dimenticarlo è cancellare un’epoca, un pezzo di storia. La nostra. Un passato triste, ma da ricordare in quanto momento di rinascita. Non rendiamolo inaccessibile, facciamo in modo che venga ammirato dall’interno e dall’esterno.

Oltre ai canonici monumenti citati nelle guide turistiche della città, ci sono luoghi, edifici, e palazzi che sono comunque degni di nota. Ancora vivi, situati nel cuore di Livorno, a pochi passi dal mare, dal porto, da tutti noi. Forse a molti non piace, mette malinconia, ma le sue mura conservano una storia, un passato fatto di speranza. Dobbiamo restituire memoria alla città, e al nostro presente, perché è sano,

giusto e doveroso mantenere un legame con ciò che è stato e ancora c’è. Nella speranza che dare nuova vita al “Nobile Interrompimento” non sia solo una chimera, come quella raffigurata nel rilievo sul fronte rivolto verso la piazza Civica.

(* responsabile . comunicazione Apige).

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