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L’attrice e il quintetto d’archi per un Rigoletto tutto nuovo

Al Goldoni “Gilda mia Gilda”, anteprima del Livorno Music Festival: omaggio a Verdi con uno spettacolo che coniuga opera lirica e musica cameristica 

LIVORNO. I big della città si uniscono ancora una volta per il Livorno Music Festival, che nell'edizione 2018 (l'ottava) esordisce con un'anteprima primaverile nel duplice segno di Giuseppe Verdi e dell'apertura verso i giovani. Nella giornata di lutto cittadino la presentazione del Festival si apre con un un minuto di silenzio in ricordo delle due vittime della tragica esplosione in porto dello scorso 28 marzo. L’anteprima del Festival è in programma per il 13 aprile: lo spettacolo si intitola "Gilda, mia Gilda. Ovvero Rigoletto", testo e drammaturgia di Vittorio Sermonti, voce recitante Sonia Bergamasco, musica dei Solisti di ContempoArtEnsemble con Vittorio Ceccanti direttore.

Il direttore Marco Leone della fondazione Goldoni precisa: «Sarà una serata straordinaria, alla quale gli abbonati assisteranno gratuitamente». Per un posto a sedere al concerto in cui la musica da camera incontra l’opera, in una rielaborazione del Rigoletto verdiano (quartetto per archi) realizzata nella drammaturgia dal dantista Vittorio Sermonti e con la musica di Michele Dall’Ongaro (melologo per voce recitante - Sonia Bergamasco - e quintetto d'archi), sono infatti necessari 15 euro per il biglietto intero o 10 per il ridotto.

Soldi ben spesi secondo la vicesindaca Stella Sorgente: «Da musicista apprezzo la scelta oculata e intrigante fatta dal maestro Vittorio Ceccanti, che con il suo Festival ha saputo trovare la collaborazione di tutta la città». Merito, per l'assessore alla cultura Francesco Belais, delle doti da «vulcanico trascinatore» del Maestro, che «come lo scorso anno porterà musica di qualità in luoghi inaspettati».

Nel 2017 infatti riuscitissima fu la serata al Mercato Centrale, anche se lo stesso Ceccanti rimpiange di non aver "toccato" il Goldoni con il Festival: «Lavoriamo tutto l'anno per due settimane estive, quando fa troppo caldo per il teatro. L'anteprima del 13 invece si farà proprio qui, con la musica da camera che è l'anima del Festival». Ed è stato proprio il Maestro a voler portare in scena questa stimolante fusione tra la musica di Verdi, che, famosissimo per l'Opera, volendo cimentarsi nell'ambito cameristico, diede vita ad un capolavoro. «Il Festival è un ponte culturale» prosegue Ceccanti, ferreo sostenitore dell'apertura dei classici alle nuove generazioni: «Non esiste solo Sanremo con i suoi Claudio Baglioni, e nel resto dell'Europa continentale i giovani non ascoltano la musica a compartimenti stagni. Mi auguro che questa possa anche essere l'occasione per riunire i due canali di musica popolare e classica».

"Gilda, mia Gilda. Ovvero Rigoletto" è organizzato dall'associazione Amici della Musica di Livorno con la partecipazione del Comune e il contributo di fondazione Livorno e regione Toscana, in coproduzione con ContempoArtEnsemble e in collaborazione con le fondazioni Piaggio, Teatro Goldoni, Livorno Arte e Cultura, e con il Rotary Club Livorno. A questi enti, per la realizzazione dell'intero Festival, si uniscono l'istituto Pietro Mascagni e l'Autorità di Sistema. «Per noi è occasione di tendere ai fini del nostro statuto e mantenerli nel tempo» precisa Marcello Murziani, vicepresidente della fondazione Livorno, mentre il presidente del Rotary Club Livorno Giorgio Odello prosegue: «Siamo lieti di rinnovare il nostro impegno, come tutti i club di service schierati per la cultura e il sociale».



Di «rapporto sentimentale con il Festival» parla infine il segretario generale dell'Authority Massimo Provinciali: «Ribadiamo l'integrazione tra Porto e città come nel 2013, quando per la riapertura della Fortezza Vecchia il primo evento fu proprio del Festival».

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