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Storie dipinte sulla pelle - Video

Migliaia di persone per la convention al Modigliani Forum

Tatuaggi-show a Livorno: dall'intera famiglia all'Estathé... Ecco alcuni scatti della tre giorni dedicata ai tatuaggi che si è svolta al Modigliani Forum di Livorno (foto Repetti / Pentafoto) - L'ARTICOLO

Indossano maglioni, piumini e pantaloni lunghi ma sotto, là dove il sole batte appena la primavera avanza, sonnecchiano fieri guerrieri e cuori sacri, fiori e farfalle, pagine di storia personale trasformate da abili artisti in decorazioni che fanno della pelle un libro aperto, un manifesto o anche un diario segreto che nessuno potrà mai decifrare. Eccolo il pubblico della Tattoo Convention, tre giorni (oggi gran finale) e migliaia di persone già nei primi due giorni. Tanti arrivano da fuori, da tutta la Toscana, ma la maggioranza sono livornesi. E del resto Livorno è non è la capitale dei tatuaggi oltre che dei motorini e delle infradito? Ragazzine e nonni, famiglie con bambini e trentenni palestrate e palestrati, composti e non tonicissimi signori e signore che svelano la loro gigante fatina incisa sul polpaccio solo quando si tolgono i pantaloni e si sdraiano sul lettino di uno degli oltre cento stand-vetrina dove si espongono disegni e si lavora in diretta. Tradizionale, realistico, figurativo e poi vecchia e nuove scuola, ispirato ai cartoon, grande o piccolo, scelto da un book o inventato di sana pianta, il tatuaggio qui al Modigliani Forum diventa accessorio indispensabile, anzi parte del corpo e della mente.

Spiega Ivonne mentre Leonardo lavora su di lei: «Ne ho tanti, questo è il mio unico vizio, non bevo, non fumo. I soldi li spendo così, abbellendo il mio corpo. Perché quando mi guardo mi piaccio e questo è importante».

Piacersi ed essere unici, dare alla propria storia un’immagine, rappresentarla simbolicamente e nemmeno tanto simbolicamente in certi casi. Perché se Andrea di Firenze si sta facendo tatuare da Denny il grande giglio fiorentino Giuseppe di San Miniato ha portato il tablet con la foto di lui piccolo con mamma e babbo, una bel ritratto di famiglia anni Settanta e se lo sta facendo riprodurre sul braccio. «Mi faceva piacere portare con me per sempre questo ricordo- spiega - quel bambino con il cappello sono io sì... Tanti anni fa... Tra i miei genitori». Elisa, che si sta facendo tatuare una ballerina classica ha già sul braccio una frase del Piccolo Principe e un occhio che rappresenta la protezione... «Non ho mai pensato che un giorno potrei cancellarli o sostituirli. Dal momento in cui li ho fatti sono diventati parte di me».

Allo stand di Dario Doofard, studio a Livorno, specializzato in new tribal dotwork (una tecnica che fa riferimento anche alla tecnica pittorica del puntinismo, stile che si è sviluppato tra l’800 e il 900) c’è Kevin che si sta facendo fare un suggestivo e colorato Mandala e anche per lui naturalmente non è “la prima volta” perché di decorazioni sulla pelle ne ha parecchie.

Ma quanto costa un tatuaggio? «I prezzi dipendono da tantissime cose, la grandezza, il tempo impiegato» spiegano gli addetti ai lavori. Tipo da 60 euro fino a migliaia di euro: impossibile calcolare prezzi precisi anche perché i tatuatori spesso si fanno pagare a seduta. Il costo medio di una seduta si aggira sui 100-200 euro e ovviamente il numero di sedute necessarie dipende dal tipo di lavoro che si vuole realizzare. Insomma un grande tatuaggio, di quelli che abbracciano tutta la schiena, o magari un’intera gamba, possono costare centinaia e centinaia di euro.

«Ma è una scelta», spiega Ludovica: «Come comprarsi una bella borsa, un gioiello. Un mezzo per migliorarsi. Anche io non ho altri “vizi”, magari rinuncio ad altre cose per farmi i tatuaggi. Per me scegliere un tatuaggio e poi arrivare ad averlo sulla pelle è una forma di creatività, mi fa sentire bene con me stessa e soprattutto con la mia storia che i tatuaggi in qualche modo simboleggiano».

Proprio in questi giorni di convention Ludovica ha completato un vero e proprio affresco “firmato” da Saro, livornese. Un maxi tatuaggio che le occupa tutta la schiena e che raffigura un cane, una donna, la libertà. Lì dentro c’è la sua storia, una delle sue storie: un cane salvato, poi accudito infine “liberato” ossia affidato a qualcuno che lo ama. Ludovica ha anche altri tatuaggi, per esempio due pastori maremmani, la scritta “all” che significa tutto ma che è anche il gruppo di iniziali dei nomi di sua madre, suo padre e del suo e una frase legata alla sua vita sentimentale. Un lavoro lungo certo che forse oggi gareggerà visto che la convention prevede anche le competizioni tra tatuaggi condotte dallo speaker Alberto Pernazza. E poi dirette dagli stand in onda sul maxi schermo, un tipo di animazione «che - spiega Filippo Quaglia, organizzatore di Tattoo Convcention ma anche musicista e ovviamente tatuato - ha sostituito i tradizionali spettacoli di queste manifestazioni, balletti e spettacoli in stile burlesque».

A creare l’atmosfera anche stand che vendono gioielli d’argento stile tattoo (vengono da Arezzo e si chiamano El Rana) ma anche magliette e prodotti per la cura del tatuaggio, maschere di vetroresina e metallo. Basta guardarsi intorno per capire che alla fine lo spettacolo sono i tatuatori all’opera e i tatuaggi che sembrano dipinti, i corpi decorati e quelle storie che gli inchiostri speciali e l’abilità degli artisti riescono a narrare grazie al feeling speciale che si crea con quel “cliente”, per qualche ora tela a cui dare un’anima e anima da trasformare in immagini.


 

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