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Addio a Erasmo, il paradiso dei lettori dove batteva il cuore della città

Livorno, all’inizio fu “Gaia Scienza”, 25 anni fa: storia di un’oasi di carta che ora sarà solo casa editrice

LIVORNO. È vero che la produzione della casa editrice Erasmo continuerà, spostandosi a marzo nella nuova sede di via Borra 35, così come proseguirà l’attività di presentazioni di libri, seminari, incontri. Ma la notizia della chiusura della libreria Erasmo, nata dalle ceneri della Gaia Scienza, è comunque un piccolo colpo al cuore per chi per tanti anni l’ha frequentata, non solo come negozio, ma come luogo dove scambiare chiacchiere, battute e commenti su libri e sulla vita di Livorno, culturale e politica.

E dove, fino al 2014, insieme a Gigliola Cognetta (che porterà avanti l’attività con Laura Toni e con collaboratori preziosi quali Maurizio Mini), c’era il suo adorato marito Franco Ferrucci, capelli e baffi bianchi, un sorriso un po’sbilenco e gli occhi ridenti ed espressivi, libraio, “communista così” (sul suo profilo Facebook ancora aperto campeggia la sua foto a pugno chiuso, anche se in realtà era un calembour per mostrare il braccialetto di una gara di nuoto, una sua grande passione, insieme al canto corale).

Una delle foto storiche della...
Una delle foto storiche della libreria Erasmo (all'inizio era Gaia Scienza)

Scomparso improvvisamente a soli 60 anni Franco era una persona colta, spiritosa, amichevole, unica, sempre pronto a captare un’idea e a trasformarla in un nuovo volume o un incontro. Origini romane, a Livorno dagli anni Ottanta Franco Ferrucci è stato “il libraio” per eccellenza, prima in via della Madonna, dove aveva rilevato la vecchia libreria Fiorenza, ribattezzandola La Gaia Scienza, citando Nietzche, poi in via di Franco (lasciando però in via della Madonna la libreria per ragazzi Marcovaldo), quindi la libreria Erasmo in via degli Avvalorati. Dal primo all’ultima denominazione e collocazione (Erasmo in onore di Erasmo da Rotterdam, grande umanista europeo contro il dogmatismo e l’intolleranza) quella di Franco e Gigliola non è mai stata solo negozio.

È stata un luogo di elaborazione culturale, di scambi di idee, di conoscenze e amicizie, di grandi risate, anche. Franco Ferrucci era uno al quale piaceva che i suoi amici e i suoi scrittori facessero amicizia tra di loro. E per farlo non puntava sulle presunte affinità di studio o di lavoro, ma sui lati di ognuno che li rendevano unici ed originali, a parer suo. Ad esempio, se ti doveva presentare Marco Lenzi, musicista e musicologo, non stava soltanto a dirti quanto era bravo nella sua professione, bensì ti raccontava che Marco da bambino aveva sviluppato una vera passione per l’immagine dell’infermiera raffigurata sui cartelli che all’ospedale invitavano al silenzio (con il dito indice davanti a bocca e naso), tanto da volerla conoscere, una volta cresciuto lui e lei anziana, e diventarne amico.

Curioso dell’animo e dell’intelligenza umana, affettuoso e sempre attento ai talenti labronici, giovani e meno giovani, ha tenuto a battesimo (forse un semi-ateo come lui inorridirebbe per la parola battesimo) o meglio “a bottega” giovani intelligenze della città. Qualche nome su tutti: Simone Lenzi, il già citato Marco Lenzi, la coppia Alessandra Falca-Emiliano Dominici, Michele Cecchini, Piera Ventre e tanti altri. Nell’ultima campagna per le amministrative, la libreria Erasmo ex Gaia Scienza ha fatto un po’da incubatrice, quanto a scambi di idee e di contatti, per la nascita di Buongiorno Livorno (anche Andrea Raspanti, candidato sindaco nel 2014 era un “bimbo” di Franco, gli ha fatto da addetto stampa e collaboratore nell’organizzazione di eventi) e di altre realtà come l’Osservatorio delle Trasformazioni Urbane, di ALBA e di Un’Altra Livorno. Indipendente dalle amministrazioni pubbliche, bonariamente critico e irriverente nei confronti dei potenti locali e totalmente slegato da qualunque potere, ha avuto il ruolo di produttore e diffusore di cultura in molti modi, inventando anche il festival letterario-gastronomico “Mangiarsi le parole” portando per anni a Livorno autori di spicco e anche di nicchia ma sempre di alto livello.

Come editore Erasmo ha pubblicato piccoli pezzi di storia livornese e di livornesi, dal libro sul Mercatino Americano, a quello sulle band musicali degli anni Settanta, alla sceneggiatura originale del filmOvosodo, alle vicende del Cantiere Navale (Cronaca di una grande lotta 17 marzo-27 aprile 1956) e tanti altri titoli di narrativa Schivo, modesto, seminatore di cultura, quanto fosse stato apprezzato e capito lo si è visto il giorno del suo funerale, con una vera folla affranta a salutarlo e un omaggio che a lui sarebbe piaciuto: una montagna di libri portati dai suoi amici dalla quale ognuno ha potuto pescare un volume in ricordo di Franco, un bookcrossing in suo onore, a testimoniare il filo di idee che aveva tessuto in città. Il tutto accompagnato da una delle canzoni che a lui stavano più a cuore: ” E intanto il vento soffia ancora” di Pierangelo Bertoli. L’obiettivo di Gigliola, di Laura Toni e di Maurizio Mini è quello di far soffiare ancora il vento di Franco dalla futura sede di via Borra. La città li aspetta, la nostalgia è tanta.
 

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