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Il dramma di Pia De’Tolomei rivive nel ventennio fascista

Il Goldoni propone la celebre opera di Donizetti ambientata in Toscana Un gioiello da riscoprire nell’adattamento del regista livornese Andrea Cigni

LIVORNO. Nuovo appuntamento con la lirica al Goldoni nel prossimo fine settimana: sabato 20 (ore 20, 30) e domenica 21 (ore 16, 30) va in scena “Pia de’Tolomei” di Donizetti. Dopo il “Nabucco” di Verdi e la mascagnana “Iris” è la volta di un’opera rara per i teatri italiani dove si ripropongono sempre i soliti titoli nel tentativo di attirare pubblico senza che venga fatta una vera opera di diffusione della cultura musicale. Bene quindi il rischio che si sono assunti i teatri toscani, questa volta con Pisa capofila, che hanno voluto tirar fuori dal cassetto della storia del melodramma quest’opera di Donizetti che comunque parla toscano.

La vicenda di Pia dei Tolomei è infatti quella resa famosa da Dante nel quinto canto del Purgatorio, celebrata anche con una canzone da Gianna Nannini, e si svolge tutta tra Siena e la Maremma. Donizetti compose quest’opera nel primo ’800 per presentarla a Venezia nel 1837. Ci fu anche una edizione al Goldoni di Livorno nel 1862 in una di quelle mitiche rappresentazioni estive che attiravano grande pubblico quando la città era tra le più modaiole del tempo. In anni recenti, nel 2005, la Fenice di Venezia ne ha affrontato una versione critica, rivisitata da Giorgio Pagannone, che è alla base anche di questo nuovo allestimento.

Qui abbiamo l’Orchestra della Toscana, che è sempre una bella garanzia, un direttore americano ma italiano d’adozione, Christopher Franklin, e un regista livornese, Andrea Cigni, direttore del conservatorio Monteverdi di Cremona, che come regista sta facendo una grande carriera anche in grandi teatri all’estero. Al Verdi di Pisa dove è stata presentata in ottobre “Pia de’Tolomei” è stata accolta molto bene e ha riempito il teatro, ora vediamo se il pubblico livornese risponderà con la stessa curiosità. Cigni ha trasferito la storia dall’epoca in cui si osteggiavano guelfi e ghibellini ad anni più recenti dove si sono verificate altre contrapposizioni fratricide, ovvero nel ventennio fascista. Il contesto fa da sfondo alla vicenda di una donna sensibile e integra, amante dell’arte, che si sacrifica nel tentativo di far riappacificare i due uomini che ama di più e che sono su fronti opposti: il marito Nello che la crede traditrice e il fratello Rodrigo. È Ghino, il cognato di Pia, che la vorrebbe per sé, a scatenare il dramma. Musica bellissima ma impervia che mette alla prova le voci dei cantanti.

Pia al Goldoni sarà interpretata sabato sera da Francesca Tiburzi, domenica invece da Sonia Ciani. Il resto del cast è composto in gran parte da giovani belcantisti che hanno frequentato i corsi di formazione del Goldoni e degli altri teatri del circuito toscano. Così Valdis Jansons e Mauro Bonfanti si alternano nel ruolo di Nello, marito di Pia, Marina Comparato e Kamelia Kader nel ruolo en-travesti del fratello Rodrigo, Giulio Pelligra sarà Ghino, Andrea Comelli l’eremita Piero, Silvia Regazzo è Bice. Completano il cast Claudio Mannino, Christian Collia e Giuseppe Raimondo, Nicola Vocaturo. Il coro è quello di Ars Lyrica diretto da Marco Bargagna. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Tommaso Lagattolla, le luci di Fiammetta Baldisseri.

Nell’occasione il Goldoni lancia la promozione “Passione Belcanto” per la replica di domenica: con il biglietto al prezzo speciale di 20 euro si avrà infatti diritto ad un secondo (fino a un massimo di tre) pagando solo un euro. Il biglietto under
25 costa € 7 per la domenica (tutte le tipologie) e € 12 per la prima. Biglietti disponibili presso il botteghino del Goldoni (tel. 0586 204209) aperto il martedì e giovedì con orario 10-13 ed il mercoledì, venerdì e sabato ore 17-20, oltre che sul sito www. goldoniteatro. it

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