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"Romanzo famigliare" è il gioiello di Raiuno che illumina la città - Video

Arriva la fiction diretta da Francesca Archibugi e le location labroniche sfilano già nel trailer

Livorno protagonista di "Romanzo famigliare" Il trailer che passa in questi giorni sui canali Rai non lascia dubbi: Livorno è la vera protagonista di “Romanzo famigliare” il film in 6 puntate diretto da Francesca Archibugi girato nel 2016 a Livorno e ambientato interamente in città. La Terrazza Mascagni, l’Accademia Navale, il Brigantino, il viale Italia, nelle immagini del promo di 30 secondi, rubano la scena ai veri protagonisti, volti dello star-system italiano, da Giancarlo Giannini a Vittoria Puccini, da Guido Caprino a Anna Galiena, da Marco Messeri a Pamela Villoresi - L'ARTICOLO

LIVORNO. Il trailer che passa in questi giorni sui canali Rai non lascia dubbi: Livorno è la vera protagonista di “Romanzo famigliare” il film in 6 puntate diretto da Francesca Archibugi girato nel 2016 a Livorno e ambientato interamente in città.

La Terrazza Mascagni, l’Accademia Navale, il Brigantino, il viale Italia, nelle immagini del promo di 30 secondi, rubano la scena ai veri protagonisti, volti dello star-system italiano, da Giancarlo Giannini a Vittoria Puccini, da Guido Caprino a Anna Galiena, da Marco Messeri a Pamela Villoresi. Un cast eccezionale per una storia fortemente radicata nel territorio labronico.

“Romanzo famigliare” – famigliare, col “gl” come “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg – è la prima vera “fiction” televisiva della regista cinematografica Francesca Archibugi, autrice affermata: una storia sussurratale nell’orecchio, come lei stessa racconta, direttamente dalla nostra città, in una delle sue numerose visite, tra i Pancaldi e via Grande, quando, da ragazza, veniva a trovare Paolo Virzì, suo compagno di classe al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

LA TRAMA

È un grande industriale-patriarca livornese Giancarlo Giannini (nel film fa Liegi, di cognome), con una figlia, Emma (la splendida Vittoria Puccini), “scappata” a Roma dopo aver avuto una figlia a soli 16 anni, Micol (la giovane attrice rivelazione Fotinì Peluso), per sposarsi con Agostino (Guido Caprino), ora comandante della Marina Militare. Quando Micol si scopre a sua volta incinta, alla stessa età della madre, Emma è costretta a tornare a Livorno, sia perché il marito insegna in Accademia, sia per riallacciare un rapporto con la famiglia perso 16 anni prima.

La trama è complicata, non a caso la stessa Archibugi l’ha definita un “feuilleton 2.0”, un grande romanzo ottocentesco ancorato nella contemporaneità. Fulcro della storia è anche una sorta di “casa-famiglia”, la Fondazione Liegi, che Emma, puntata dopo puntata, farà tornare all’antico splendore (era stata sua madre, molto attiva nel sociale, a sviluppare la Fondazione, caduta in disgrazia dopo la morte della donna) grazie al lavoro e all’impegno.

LIVORNESI SUL SET

Nel cast ci sono molti professionisti livornesi coinvolti a vario titolo nei sei mesi di riprese (tra Torino, Roma e Livorno), anche in ruoli tecnici (come Luca Dal Canto, assistente alla regia della seconda unità): in parti di spicco si segnalano la giovane attrice esordiente Annalisa Arena nei panni di Valeria e compagna di classe e amica di Micol (la Arena, nel frattempo, ha già interpretato un personaggio chiave nel nuovo film di Paolo Virzì in uscita alla fine del 2018), Guglielmo Favilla (che è anche nel cast del nuovo film di Ridley Scott “Tutti i soldi del mondo” sul rapimento di John Paul Getty III, in uscita in questi giorni in tutto il mondo), la brillante Isabella Cecchi (quattordici pellicole all’attivo, fra cui “La prima cosa bella”, “La pazza gioia”, “Baci e Abbracci”, “La mia vita a stelle e strisce” e “Non c’è più niente da fare”) e l’attore comico e autore satirico Claudio Marmugi, qui alle prese con un ruolo molto più drammatico di quelli che è solito interpretare (sia la Cecchi che Marmugi vestono i panni di due collaboratori della Fondazione Liegi).

I LUOGHI

Sono tanti anche i luoghi della nostra città finiti dentro le ottiche di Kika Ungaro, l’operatrice di macchina e direttore della fotografia, nei 28 giorni di esterni a Livorno (quasi un milione di euro di ricaduta sulla città, in termini economici): la Baracchina Bianca e quella Rossa, il faro, la già citata Accademia Navale (che ha fatto anche da quartier generale alla produzione ospitando camper e camion della troupe), piazza Cavour, l’ospedale, il liceo classico, il cimitero ebraico dei Lupi, la Rotonda, la Terrazza Mascagni.

Il film è prodotto da RaiFiction e Wildside, la casa di produzione di “The Young Pope” di Sorrentino, di “1992” e “1993” con Accorsi, di “In Treatment” e de “La mafia uccide solo d’estate”.

LA PROGRAMMAZIONE

Sul successo della serie la Rai conta molto. Lo si capisce dalla scelta strategica delle della date della messa in onda: lunedì 8 gennaio e martedì 9 le prime due puntate, e poi a seguire 4 puntate nei 4 lunedì successivi fino ad agganciarsi al Sanremo di Claudio Baglioni. E il fatto che alla conferenza stampa di lancio sia intervenuta la ministra della Difesa Roberta Pinotti, cosa alquanto inusuale per il “battesimo” di un film tv, fa pensare che “Romanzo famigliare” sia considerato un fiore all’occhiello della stagione. Tanto che già c’è chi parla di possibili sequel ancora ambientati a Livorno. Con la città di nuovo sotto i riflettori Rai, tra ritorni di immagine, nuove ricadute economiche e nuovi momenti di gloria.
 

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