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la storia all'asta di londra

In vendita da Sotheby’s la mappa-capolavoro creata a Livorno nel ’600

È stata realizzata nella bottega del cartografo Cavallini: vale quasi 200mila euro

LIVORNO. La casa d’aste internazionali Sotheby’s torna a mettere in vendita qualcosa che ha a che fare con la grande tradizione artigianale-artistica livornese: martedì il banditore batterà a Londra tre carte geografiche realizzate da Giovanni Battista Cavallini, uno specialista cartografo attivo alla metà del Seicento a Livorno nella realizzazione di portolani. Per avere un’idea del valore, basti dire che stiamo parlando di oggetti che partono da una stima di 120-160mila sterline, cioè fra 136 e 181mila euro.

Di Cavallini, in realtà, si sa poco o nulla: salvo che probabilmente aveva un figlio di nome Pietro, che firmerà con lui un’altra di queste mappe, delle quali si trova traccia anche in un tempio del sapere quale è la Biblioteca del Congresso Usa. Gli addetti ai lavori hanno registrato 15 esemplari attribuiti a Cavallini, e due di essi portano la firma congiunta con Pietro Cavallini e soprattutto con Joao Oliva, un celebre realizzatore di portolani.

Nelle note di presentazione messe nero su bianco da Sotheby’s la mappa in vendita è datata 1641: occhi puntati sul bacino mediterraneo in tre pezzi di pergamena di ottima qualità fatta con la pelle di vitelli. Il cartografo livornese riprende l’impostazione di un gigante della realizzazione di carte geografiche com’è Mercatore.

Compaiono in mezzo ai nomi di porti, province e continenti una decina di figure umane abbigliate secondo l’uso del luogo: quello vicino a Ferrara indossa un’armatura, e non manca una sfilza di “animali selvatici tra cui elefanti e leoni, insieme alle palme e al sito del Calvario”, come dice il dossier della casa d’aste.

Lungo la linea della costa si susseguono i nomi delle località: sulla sponda africana ecco Fessa, Orano, Algeri, Tremisen, Constanina, Tunesi, Tripoli, Misurata, Libia, Barcha, Nubia, Alessandria; sul litoriale asiatico troviamo Suria, Caramania, Natòlia, Troia. E l’Europa? Cavallini scrive i nomi delle province costiere come Romania, Morea, Grecia, Albania, Dalmazia, Bolena, Croazia, Istria, Friuli, Calabria, Cicilia, Napoli, Roma, Toscana, Ferrara, Sardignia, Corsica, Liguria, Piemonte, Provence, Linguadoca, Catalognia, Valenzia, Murcia, Granada e Andalusia.

Il prof. Corradino Astengo, ex docente dell’ateneo genovese al Dipartimento di Scienze dell’Antichità, del Medioevo e geografico-ambientali, segnala che Cavallini era una figura misteriosa: probabilmente era originario di Genova e, stretto in patria dal monopolio di un’altra famiglia in
campo cartografico: venne aimpiantare una bottega cartografica a Livorno approfittando del fatto che, sotto l’ala del granduca Ferdinando, qui aveva messo radici l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e il porto aveva visto crescere i traffici mercantili.

Mauro Zucchelli

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