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Thomas Martini, il mago dei cocktail a caccia dell’Oscar dei bar

Livorno, lavora all'Harry's bar di Firenze il livornese che ha preparato aperitivi anche a Roger Moore e Jane Fonda

LIVORNO. «Ho avuto il piacere di fare un Martini al grande attore Roger Moore: in questi 5 anni sono tanti i personaggi dello spettacolo di fama anche mondiale che sono passati da noi». Dietro a quel bancone prestigioso, dell’Harry’s bar di Firenze, c’è il livornese Thomas Martini. Una giuria di cento esperti, tra giornalisti, sommelier e grandi del settore lo hanno candidato per questa edizione degli Oscar dei bar, il Barawards 2017, una vetrina a livello nazionale dove l’11 dicembre si darà i voti e il premi volti a valorizzare la professionalità e l’innovazione nei bar, ristoranti e hotel italiani.

«Per me è un onore: io ho lavorato un po’ in tutta Europa prima di decidere di fermarmi a Firenze con la mia famiglia. Faccio questo lavoro da 20 anni, da quando avevo 16 anni», racconta lui che oggi ha 36 anni e radici ben salde nella sua Livorno. «Vengo da una famiglia di ristoratori, mio padre è maitre in un noto locale della città e la mia nonna è stata una delle fondatrici del Mercato centrale».

Thomas Martini fa un appello al voto. Alla sua città. «Chi vuole può andare sul sito e votarmi, sarei felicissimo di essere supportato dalla mia città», continua mentre

sta preparando uno dei suoi drink preferiti, il Boulervardier. «È una specie di Negroni, al posto del gin si mette whiskey». Ama anche i classici Martini. «Non tanto tempo tempo fa ne ho preparato uno a Jane Fonda che era a spasso per Firenze e ha fatto un salto da noi».
 

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