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la nostra storia 

Bandiere e tricolore per celebrare la Difesa di Livorno 

Da Porta San Marco al Comune, una cerimonia a tappe che ha coinvolto 400 bambini e ragazzi delle scuole

LIVORNO. C'era anche Anita Garibaldi, pronipote dell'Eroe dei Due Mondi, a celebrare dinanzi alla Porta San Marco la strenua difesa opposta dai livornesi, il 10 ed 11 maggio 1849, contro le preponderanti forze austriache venute a restaurare con le armi la dominazione lorenese: un episodio della nostra storia che è stato ancora una volta ricordato grazie all'impegno del “Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali” presieduto dall'ammiraglio Luigi Donolo che ha letto la motivazione con cui la nostra città è stata insignita nel 1906 della medaglia d'oro quale “benemerita del Risorgimento nazionale”.

Alla cerimonia presso la Porta San Marco, luogo simbolo dell'evento storico, oltre 400 bambini e ragazzi delle scuole ognuno con la fascia tricolore, con le insegne dei rioni cittadini e quattro grandi bandiere (di Livorno, nazionale, europea e della pace). Poi il lungo corteo colorato preceduto dalla fanfara dell'Accademia Navale che, passando per via Palestro, via Garibaldi e viale Avvalorati, si è snodato verso gli altri luoghi significativi ovvero il monumento a Giuseppe Garibaldi ed in piazza Civica per concludersi a Palazzo comunale. Oltre agli esponenti delle altre città risorgimentali, delle forze armate e delle associazioni combattentistiche e d'arma erano presenti l'assessore Andrea Morini, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, il presidente della Provincia, Alessandro Franchi ed il presidente nazionale dei Comitati risorgimentali, Fabio Bertini che hanno sottolineato il valore della celebrazione odierna: «Oggi il nostro pensiero – ha dichiarato Morini – non può che andare a voi giovani affinchè giornate come questa servano a riaccendere quella fiammella di curiosità e di interesse per la nostra storia ottocentesca, le sue tracce artistiche e culturali».

Uno sguardo al futuro è stato indirizzato anche da Gazzetti: «Noi abbiamo bisogno di un'identità, che è diverso da costruire muri. Ma bisogna ritrovarci in quello che siamo stati nel passato per andare verso il futuro». Un messaggio a giovani che è stato portato anche dal presidente della Provincia sottolineando il loro impegno profuso a scuola per ricordare quei giorni: «È fondamentale il lavoro con voi, con le scuole, con gli insegnanti a partire dalla lettura attenta di piazze, targhe e monumenti di questa città». Anita Garibaldi ha infine ricordato il ruolo dei livornesi nel volere adempiere alle ultime volontà del suo illustre antenato che desiderava essere bruciato dinanzi al mare di Caprera come era stato fatto a Lerici per il poeta inglese Shelley: una volontà a cui il Governo italiano si oppose imponendone la sepoltura.

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