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Lei è ricoverata per un incidente, si sposano in ospedale 

Livorno, al quinto padiglione festa con torta e brindisi. Il sindaco ha celebrato il matrimonio

LIVORNO. Anisoara Andries il vestito rosa per il matrimonio lo aveva già nell’armadio («e anche il soprabito e la pochette, tutto comprato da Luisa Spagnoli, ma quelli ho dovuto lasciarli a casa, con il gesso come facevo...» racconta lei) quando un furgone l’ha investita davanti a casa, sull’Aurelia, a Quercianella, mentre andava a buttare la spazzatura.

Costole rotte, fratture, tanta paura perché chissà cosa sarebbe accaduto se i soccorsi non fossero arrivati immediatamente, un’ambulanza che tornava dall’Elba e praticamente se l’è trovata sulla strada. Era il 22 aprile, le nozze con Giuseppe erano già in programma da tempo, saltate una volta per un problema burocratico e ora l’incidente che rischiava di farle saltare di nuovo. Ma Giuseppe questa volta ha voluto forzare la mano al destino: «Ora che è rinchiusa all’ospedale non può accadere niente che ci impedisca di sposarci, ho pensato. Le ho detto se era d’accordo, lei era felicissima. Così eccoci qua».

È mezzogiorno al quinto padiglione, primo piano. Giuseppe Russo, 70 anni, arriva elegantissimo, il fiore sul taschino. Emozionato come un ragazzo. Lei intanto si sta preparando. L’aiuta Silvia Cicovich, una parrucchiera che ha risposto a un appello su un gruppo Facebook e che l’ha pettinata e truccata senza volere un euro. Lei è raggiante con il suo bouquet di fiori in mano, sulla sedia a rotelle, circondata dal personale del reparto, Giada, Sara, Antonio, Alessandra, Laura, Anna, i medici, le dottoresse che l’hanno seguita, Rigoletta Vincenti e Gloria Vichi.

Tifano tutti per lei, per loro, per questa coppia che ha portato una ventata di allegria tra camerate e ambulatori.
A sposarli è il sindaco Filippo Nogarin: «Felice di poter condividere la gioia di queste due persone, di esaudire un loro desiderio» dice. La cerimonia avviene in uno degli uffici del reparto, ma non manca niente. Invitati eleganti, testimoni commossi, persino la marcia nuziale scaricata lì per lì dal telefonino di un infermiere mentre in gruppo la spingono verso il futuro consorte.

Il rito è quello di sempre, Giuseppe ha gli occhi lucidi quando risponde che sì, vuole sposare la sua compagna. Anisoara lo guarda felice: «Io amo quest’uomo, lo amerò per il resto dei nostri giorni». Poi vuole ringraziare tutti. Il sindaco e gli impiegati del Comune che sono arrivati qui con i documenti «ma soprattutto devo ringraziare queste persone che lavorano qui, sono stati tutti fantastici, mi hanno trattata come una regina. E poi ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato a realizzare questo sogno». Lo scambio delle fedi è un po’ difficoltoso con quel gesso ma alla fine gli anelli sono al loro posto e gli sposi se li rimirano soddisfatti.

Arriva la torta, i testimoni (Bruna Pitocchi e Piero Balluchi, Bianca Francesca Viscoli e Giulia De Simoni, tutti vicini di casa della coppia a Quercianella) hanno organizzato un rinfresco,

c’è la torta e c’è lo spumante. Finita la festa Giuseppe a casa e Amisoara nel suo letto numero 10. Ma gli sposi si riuniranno presto. Lei verrà dimessa tra pochi giorni. L’amore ha trionfato. «Ci credo - scherza lui - io sono del Toro, lei Scorpione. Due segni fatti per stare insieme»

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