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Surf per disabili, parte dal Portogallo la nuova missione del livornese Massimiliano Mattei

Livorno, sabato 22 aprile il fondatore dell’associazione Surf 4 All sarà in terra lusitana con un progetto Erasmus

LIVORNO. Surf per disabili, parte dal Portogallo la missione del livornese Massimiliano Mattei. Sabato 22 aprile il fondatore dell’associazione Surf 4 All sarà in terra lusitana con un progetto Erasmus
Il giovane surfista di 41 anni tra i creatori dell'associazione Surf 4 All, che promuove il surf come disciplina sportiva accessibile anche ai disabili, è in partenza per un nuovo progetto, destinazione Portogallo. Mattei ha perso l'uso della parte inferiore del corpo a causa di un incidente stradale ma non ha mai rinunciato alla sua passione per lo sport: dal surf, al tennis, al pugilato, pensando non solo a come continuare a praticare sport per sé, ma abbattendo ogni barriera per renderlo accessibile e inclusivo a tutti.

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Con l'associazione Happy Wheels è al centro di numerosi progetti che mirano all'allargamento del surf per i disabili e proprio in tal senso è pronto a partire domani verso il Portogallo con un progetto Erasmus dell'associazione Plain and Train, che si articolerà in due viaggi che porteranno i ragazzi a contatto con le migliori realtà europee del surf inclusivo. «Con l'Asd Happy Wheels gestiamo la scuola di surf di Tirrenia ai bagni Americani con corsi aperti a tutti con tavole adattate per diversi tipi di disabilità: abbiamo ciechi, amputati, paraplegici. Nella nostra scuola ci sono ragazzi che facevano surf anche prima ed altri che si sono misurati con questo sport per la prima volta - spiega -. È diverso arrivare a questo sport con una disabilità che ti porti dietro da quando sei nato, o con una disabilità arrivata in un'altra fase della vita. Sabato 22 aprile partiremo con un progetto Erasmus del progetto europeo Plain and Train, verso il Portogallo dove saremo insieme a tante altre realtà che si occupano di surf e disabilità, e potremo scambiare esperienze per creare un insieme di conoscenze condivise che comprendano aspetti che vanno dalla psicologia, allo studio dei supporti, alla definizione delle categorie. Sarà una grande occasione di confronto. La prima volta partiremo con un ragazzo disabile e tre accompagnatori, e il prossimo viaggio è in programma per giugno dove saremo in otto».


Fondamentale per lo sviluppo del surf per i disabili è anche lo studio di tavole speciali che lavorino proprio sul fronte dell'inclusività e della personalizzazione dei supporti. «Con Ortopedia Michelotti, con i suoi 101 anni di esperienza nel settore, abbiamo cominciato questo percorso di ricerca insieme a Sil (Sport Insieme Livorno) e Twinbros per la creazione di una tavola da surf con un supporto per la schiena adattabile alle esigenze di ognuno. Siamo arrivati così da una tavola non professionale ad una molto valida su cui stiamo ancora continuando a lavorare. L'aggiunta di un supporto cuscino oltre a quello rigido è molto utile perché permette una stabilizzazione diversa e adattabile. Lavorare sull'ottimizzazione degli strumenti significa anche lavorare sull'inclusione di un numero sempre maggiore di persone che magari non avrebbero mai pensato di potersi avvicinare al surf con una disabilità», chiude il campione di surf.

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