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Luci-Valiani-Diamanti Nasce un centrocampo da 988 e una notte

Francesco Valiani, il più “vecchio” dei tre: 38 anni contro i 35 di Diamanti e i 33 di Luci

Ben 106 anni in tre ma anche il record di presenze tra A e B Lucarelli contro il Crotone punterà sulla loro esperienza

LIVORNO. Un centrocampo di toscani, visto che uno è di Prato, uno di Pistoia e l’altro, di Piombino, un tris di “vecchietti” che ci dà una somma di 106 anni, per una media di 35,4 ed in cui il più giovane è Andrea Luci, classe ’85 ed il più attempato “Ciccio” Valiani, classe ’80. Nel mezzo, come quando giocano davvero, testa alta e sinistro con telecomando, Alino Diamanti, che di primavere ne ha 35.

Per qualcuno, il Livorno durerà fatica a farsi strada in questo campionato. Sarà vero? Pescara ha già dimostrato che gli amaranto non sembrano affatto subire il timore degli avversari. E poi, non mancheranno certo le alternative per dare a ciascuno, un turno di riposo per ricaricare le pile quando servirà. Il dato impressionante, da far dormire fra sette guanciali, è che il Livorno è la squadra dei record, perché nessun altro club cadetto può vantare certi numeri, sinonimo di inossidabile garanzia come una macchina tedesca ai tempi in cui la Fiat faceva ruggine già in concessionaria. Messi insieme, fanno 988 presenze fra serie A e serie B (372 sono nel massimo torneo), senza tener conto che il fantasista può mettere sul piatto anche 31 gettoni in Premier League e 24 nella Super League Cinese. Competizioni che si chiamano diversamente, ma sempre di serie A si tratta. Quindi, saliremmo a 427 timbri in una massima espressione di torneo nazionale.

Tanto per gradire, si potrebbe aggiungere che sempre Diamanti ha 17 cap in azzurro, e che ce lo fanno ricordare volentieri per il rigore decisivo ai quarti di finale nell’Europeo 2012 contro l’Inghilterra (dopo 120’ era finita 1-1) e l’anno successivo in Confederation Cup nella finale per il terzo posto contro l’Urugay di Cavani, quando mise dentro il parziale 2-1 per l’Italia, davanti ai 50 mila dell’Ataipava Arena di Salvador de Bahia.

Finisce qui? No. Perché uno è capitano ormai per l’ottava stagione sulle nove che veste amaranto, e gli altri due, la fascia l’hanno portata con regolarità da altre parti. Diamanti a Bologna dopo l’era Portanova, Valiani, a Pistoia e Siena. Tre capitani coraggiosi (per non parlare di Dainelli che lo è stato a Firenze), tre elementi che insegnano ai compagni come si fa ad essere tutti quanti buoni vice attraverso il comportamento dentro e fuori dal rettangolo e le cui iniziali, se messe insieme, ci regalano un DVL di buon auspicio: dai, Livorno vola.