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Lucarelli: «Luna di miele finita. Ora scriviamo noi la storia del Livorno»

Cristiano Lucarelli presenta il match di esordio a Pescara: «Siamo al 65-70%, ci sono tanti assenti ma stiamo già crescendo»

LIVORNO. «'La formazione? Eccola: Grudina, Casarotto, Tognarelli, De Rossi, Bertini, Finetto (o Berlini), Villanova, De Poli, Araldi, Ilari e Palazzi. Allenatore Renzo Melani. Imbatutti in C2. 35 gol fatti, 7 subiti». Alla vigilia del debutto di Pescara Cristiano Lucarelli ha voglia di scherzare a da perfetto tifoso amaranto snocciola a memoria una delle formazioni più gloriose della storia amaranto. Poi si fa serio: «Emozionato? Zero. Purtroppo siamo zeppi di problemi in difesa dove ci sono ...

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LIVORNO. «'La formazione? Eccola: Grudina, Casarotto, Tognarelli, De Rossi, Bertini, Finetto (o Berlini), Villanova, De Poli, Araldi, Ilari e Palazzi. Allenatore Renzo Melani. Imbatutti in C2. 35 gol fatti, 7 subiti». Alla vigilia del debutto di Pescara Cristiano Lucarelli ha voglia di scherzare a da perfetto tifoso amaranto snocciola a memoria una delle formazioni più gloriose della storia amaranto. Poi si fa serio: «Emozionato? Zero. Purtroppo siamo zeppi di problemi in difesa dove ci sono tanti infortunati che non ho avuto la possibilità di pensre al mio debutto in B sulla panchina del Livorno. Anche in Coppa Italia però sono rimasto sorpreso dal mio distacco emotivo. Questo è un aspetto positivo perché l'allenatore deve essere lucido nella gestione di tutte le situazioni».

Però la prima partita è sempre particolare...

«A Pescara finisce la luna di miele. Ora si fa sul serio. Arriveranno malumori, critiche, problemi. Oppure il contrario: l'euforia, il troppo entusiasmo. Serve misura, equilibrio».

Si giocherà nel ricordo di Piermario Morosini.

«È inevitabile. Accadrà da qui all'eternità ogni volta che Pescara e Livorno incroceranno le loro strade. Che Piermario riposi in pace e ci assista da lassù in questo campionato. Non si sceglie come morire. Eppure se avessi potuto scegliere, da giocatore, avrei voluto morire in campo con la maglia del Livorno sulla pelle. Come è accaduto a lui».

La difesa è in difficoltà: soluzioni alternative?

«Al momento gli unici sicuri di giocare sono Di Gennaro e Gonnelli. Potrei chiedere un sacrificio a Dainelli che potrebbe stringere i denti. Altrimenti metterò Iapichino centrale. Non ha grande esperienza in quel ruolo, ma è un ottimo palleggiatore e questa sua peculiarità può esserci utile perché voglio che la mia squadra imposti il gioco da dietro. Ad esempio: considero Mazzoni – che ha piedi buoni – il nostro regista più arretrato».

Che Pescara si aspetta?

«Loro sono dei veterani della categoria e talvolta vanno in serie A valorizzando giocatori e facendo buone scelte sul mercato. Praticano un bel 4-3-3 ma noi non faremo 550 chilometri per andare al mare».

Si gioca dopo aver riposato e prima della sosta. È un problema?

«Avrei preferito dare continuità alle partite».

Che Livorno è questo?

«Coerente con l'obiettivo che ci siamo prefissati: la salvezza. Ci giochiamo alla grande tutte le nostre chances. Poi in ogni campionato ci sono tre componenti che valgono dai 12 ai 15 punti: gli arbitraggi, gli episodi, gli infortuni e il momento che stanno vivendo gli avversari quando li affronti».

Ai tifosi che cosa dice?

«Stabilito il nostro obiettivo, al di là di qualche dichiarazione iperpositiva del presidente, a loro non posso impedire di sognare. Ai tifosi hanno tolto tutto, non leviamo anche i sogni».

È arrivato Raicevic. È soddisfatto? '

«Sì. È una mia precisa scelta. La società mi ha accontentato».

Margini di miglioramento della squadra?

«Siamo al 65-70% delle nostre potenzialità. Non abbiamo ancora visto il vero Livorno anche se nelle ultime amichevoli siamo migliorati. Sui singolo posso dire ciò che ho detto a loro: ognuno deve lavorare affinché questa sia la propria migliore stagione in carriere. Possono farcela».

Come stanno andando Maicon e Murilo?

«Hanno grandi potenzialità. Murilo deve diventare dipendente dal gol. Maicon? Se non ha paura di proporsi, se ha voglia di fare e noi siamo bravi a rimetterlo in carreggiata siamo a posto. Ce la faremo. Con le buone o con le cattive: nello spogliatoio gli attaccapanni non mancano».