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il personaggio 

Seghetti lascia il parquet e diventa il numero uno degli arbitri di basket

Dopo 521 partite in A1 sarà direttore del settore tecnico E intanto a Sportilia allena i 21 fischietti di serie A di calcio

LIVORNO

Non designatore, non presidente degli arbitri che è una figura che richiama ad un ruolo più “politico”, ma in tasca un contratto biennale come direttore del settore tecnico del Cia, il Comitato Italiano Arbitri per la federazione italiana pallacanestro. E’ la quinta vita di Dino Seghetti, 51 anni e un grande passato da fischietto in serie A, 521 partite dirette nel massimo campionato di basket fra le quali sette finali scudetto.

Poteva fruire della deroga quinquennale e continuare a frequentare i palazzetti stando a dirigere sul parquet.

Ma al momento di decidere se continuare o interrompere la sua brillante carriera da direttore di gara, è arrivata la convocazione del commissario straordinario del Cia, il capo degli arbitri Stefano Tedeschi: «Vieni a trovarmi, ho da farti una proposta». Seghetti è andato ad ascoltare e ha accettato: «Eravamo a fine luglio - racconta - un minuto dopo ero già concentrato al 100% su questa nuova avventura».

Cinque vite, dicevamo. Ma forse anche di più. Perché Seghetti, un passato nella palla ovale tra le fila del Rugby Livorno dove giocava nel ruolo di ala, è diplomato Isef ed è abilitato dal ‘97 come preparatore atletico professionista al supercorso di Coverciano. E così collabora, anche con la Figc, sedendo in cattedra sull’argomento “teoria dell’allenamento” per i corsi allenatori Uefa B.

«L’anno scorso - racconta - ho avuto a Lucca come allievo Andrea Luci, il capitano del Livorno». Non solo: da 13 anni è preparatore personale dell’internazionale di calcio Luca Banti.

«All’epoca fui contattato dall’Aia, l’associazione italiana arbitri di calcio, che cercava una persona qualificata per seguire questo promettente arbitro appena arrivato alla serie B. Se penso a dove è arrivato e che pure l’altro ieri ha diretto Celtic-Aek, sento tutta la una soddisfazione. Tutto merito suo, perché ha grandi qualità tecniche ed atletiche. Diciamo che io sono un buon meccanico che ha il compito di tenere a punto un bel motore che nei test è al top della sua categoria».

Essere stato uno dei migliori arbitri di basket e

allenare da sempre uno dei migliori arbitri di calcio non poteva non aprire le porte anche ad altri incarichi di prestigio: non a caso Seghetti è reduce dallo stage tenuto a Sportilia le scorse settimane dove con altri tre preparatori si è preso cura dei 21 fischietti della serie A. —

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