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La favola di Giulia, campionessa senza una piscina

La pistoiese Gabbrielleschi, 22 anni, ha conquistato l’argento agli Europei di nuoto nei 10km di fondo. Ma in città l’impianto è chiuso e non ci sono progetti per realizzarne un altro

PISTOIA. È lei, la bionda e sorridente 22enne di Pistoia, la sorpresa della giornata agli europei di Scozia. Il risultato che spiazza e che premia il lavoro di una ragazza che cresce gara dopo gara, del suo allenatore Lombardi, del commissario tecnico Massimo Giuliani, che è anche sindaco di Piombino.

Giulia Gabbrielleschi ha conquistato un favoloso argento nella 10 km di fondo, chiudendo a soli sette secondi dalla vincitrice, Sharon Van Rouwendaal .

La ventiduenne pistoiese nelle acque non proprio accoglienti di Loch Lomond, il più grande lago della Gran Bretagna, nelle Lowlands ( Scozia meridionale) confeziona un’impresa che la lancia fra le stelle della manifestazione. Tanto che l’olandese Sharon Van Rouwendaal deve sprintare nel finale, per non perdere l’oro.

L’azzurra sempre all’inseguimento ma mai staccata nei secondi cinque chilometri prova negli ultimi cento metri l’attacco all’olimpionica guidata dal francese Philippe Lucas, ma nel rettilineo finale la Van Rouwendaal resiste e va a bissare l’oro di mercoledì nella 5 km.

Un'altra immagine della nuotatrice...
Un'altra immagine della nuotatrice pistoiese


Così se da una parte la signora dei tulipani si è confermata la più forte, il delfino di Pistoia ha dimostrato di non essere da meno, lasciandoli alle spalle l’altra olandese Vermeulen a 43”, quarta Rachele Bruni, a 54”9, argento olimpico, bronzo mercoledì nella 5 km. Più staccata la vice campionessa mondiale Arianna Bridi ottava a 2’41”.

Ma per lei aver conquistato questo risultato è ancora più complicato, viste le difficili condizioni in cui si allena nella sua Pistoia, dove la piscina Fedi è chiusa da tempo. Ne aveva parlato già qualche tempo fa, ieri l’ha ripetuto anche Massimiliano Lombardi, storico e titolatissimo allenatore pistoiese.

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«Nonostante la situazione difficile in cui ci alleniamo e che spero migliori, non cambierei Pistoia con nessuna altra città» così si era espressa qualche mese fa Giulia Gabbrielleschi.

Aveva parlato con l’affetto di una cittadina del mondo come tutti gli sportivi di alto livello, che trova nella sua città il suo “buen ritiro” nonostante Pistoia sia madre- matrigna di quei Nuotatori che l’hanno portata in alto tante volte. L’argento europeo di Giulia arriva a sei anni dall'oro di Alice Nesti con la 4X200 stile che portò la prima nuotatrice pistoiese alle Olimpiadi di Londra 2012. Obiettivo, quello a cinque cerchi di Tokyo 2020, a cui Gabbrielleschi può puntare. Ma nonostante le medaglie, le tante convocazioni azzurre anche con il dorsista Bonacchi, la piscine rimangono un nervo scoperto di una città gravata da un'impiantistica sportiva problematica. Anzi la situazione è peggiorata da quando, un anno fa, la “Fedi” fu chiusa per inagibilità privando la città dell’unica vasca da 50 metri. Una situazione che ha rischiato di compromettere la sopravvivenza della storica società con le cuffie a scacchi biancorosse, che si è vista calare gli iscritti ai corsi nuoto, dove i campioni si pagano le trasferte per non gravare sul club. Gli attori della politica locale si sono dati battaglia sul tema ma poco è stato fatto per cambiare le cose.

Intanto tanti progetti sono naufragati, dalla realizzazione di una nuova piscina ai possibili finanziamenti a lunga gettata (vedi la richiesta economiche alla Regione da parte dell’agonizzante Provincia per il polo sportivo dell’Itis Fedi) e quelle transenne croce e delizia al muro della piscina Boario. Che, quando verranno tolte per i lavori di manutenzione, sfratteranno forzatamente la Nuotatori dall’unico spazio di allenamento. E magari saranno costretti a cambiare città. —
 

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