Quotidiani locali

AMARANTO 

«L’entusiasmo di mio figlio mi ha risvegliato la passione»

Aldo Spinelli carico come non mai: «Ora ci serve anche un grande attaccante Senza fretta e pressioni, ma dobbiamo tornare dove giocavano Igor e Cristiano»

LIVORNO

Il telefono del presidente squilla alle tre del pomeriggio, ma non è lui a rispondere: «Sono Siri, Aldo sta facendo il bagno, riprovi tra dieci minuti». Macché. Tre minuti di lancetta e stavolta è il pres a telefonare al giornalista. Sì, perché il suo entusiasmo, la sua voglia di parlare del Livorno gli fa pure interrompere il bagno in mare: «Ho letto sul Tirreno che sabato mattina allo stadio c'era tanta gente alla presentazione di Alino, ma mi dica: erano di più o di meno rispetto al giorno di Lucarelli?». In quasi vent'anni non avevamo mai sentito Spinelli così gasato.

Presidente il suo entusiasmo è quello di un'intera tifoseria...

«Lo spero proprio. Io sto dimostrando che al Livorno tengo tantissimo e voglio fare le cose come piace a me: bene. Ho riportato in amaranto Protti, Lucarelli e Diamanti mi sembra un buonissimo inizio, non credete?».

La squadra sta nascendo molto bene, ma non è ancora completa. Lo sa vero?

«Certo. Ne siamo tutti perfettamente consapevoli. Abbiamo preso anche il difensore Dainelli e l'attaccante Kozak, ma non abbiamo mica intenzione di fermarci».

Quali profili cercate? Una punta alla Caputo, tanto per intenderci?

«Il nome lo avete fatto voi. Come sapete io non mi sbilancio e nomi dalla mia bocca non ne escono, almeno fino a quando le trattative non sono definite. Di sicuro prenderemo un attaccante fortissimo in grado di farci fare il salto di qualità definitivo».

E poi?

«E poi siamo partiti per il ritiro di Fiumalbo e va bene così per il momento perché proprio durante questa fase di preparazione valuteremo la squadra, i giocatori a disposizione di Cristiano Lucarelli e verificheremo questo nuovo Livorno che a me piace già tantissimo».

Ha trovato l'accordo con Diamanti in pochi minuti?

«Sì. Devo dire che ho trovato Diamantino bello carico. Lui è ancora un giocatore vero e si è messo a disposizione di Cristiano con entusiasmo. Sono molto felice che sia tornato».

Quanto incide suo figlio Roberto nel nuovo modo di fare mercato del Livorno?

«Tantissimo. Mio figlio si è innamorato dell'amaranto. Ha trovato la passione che per anni ha tenuto sopita. E questo ha messo pepe anche a me».

Presidente sia sincero, quale può essere l'obiettivo di questa squadra?

«Noi vogliamo riportare il Livorno - ma sia chiaro che non diciamo quando perché intendiamo illudere nessuno - là dove era ai tempi in cui giocavano Cristiano e Igor. A tempi in cui c'era Diamanti e nella categoria dove ha giocato anche Luci. Sì, il nostro Andrea Luci. Menziono lui per ricordare tutti quelli che ci hanno permesso di vivere momenti indimenticabili negli anni passati e anche nell'ultima

stagione che ci ha visto uscire dall'inferno della serie C».

Buon lavoro, pres...

«Ne abbiamo ancora tanto da fare. Abbiamo anche ottimi elementi che hanno vinto il campionato e da cui ripartiremo: Gasbarro, Gonnelli e Murilo. Che squadra, ragazzi». —

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro