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Nuoto, Turrini e Ciampi d'oro ai giochi del Mediterraneo

Livorno, doppio trionfo a Terragona rispettivamente nei 400 misti e nella staffetta. La gioia dei due atleti e del tecnico Franceschi: «Una giornata da ricordare»

LIVORNO. Il cielo è azzurro, con riflessi amaranto, sopra Tarragona, graziosa località della Catalogna - a sud di Barcellona - che ospita la XVIII edizione dei Giochi del Mediterraneo. Una tappa di passaggio per l’Italnuoto, verso gli Europei di Glasgow (3/9 agosto), ma che la federazione ha deciso di onorare con una super nazionale da 47 alteti, capitanata dal nostro Federico Turrini. Ed è stato proprio il mistista del Nuoto Livorno ad accendere una domenica bestiale stravincendo i 400 misti davanti allo spagnolo Joan Luis Pons Ramon (4'17''97) e al portoghese Joao Alexandre Vital (4'18''76): «Sono contento un po’ di tutto - ammette Turrini, bronzo continentale a Berlino 2014 e Londra 2016 - per il tempo e soprattutto perché in queste circostanze ciò che conta è mettere la mano davanti. 4’16’’37 è il mio record stagionale, ho limato qualcosa rispetto agli Assoluti di aprile, durando meno fatica, e quindi mi auguro di continuare a crescere con il mirino puntato sulla Scozia».

Fra le corsie del Campclar Aquatic Centre l’Italnuoto ha già raccolto 33 medaglie, con l’ultima - d’oro - preda di un altro livornese (d’adozione): Matteo Ciampi, infatti, ha aperto la 4X200 stile libero con il primato personale da 1’48’’70 (Stefano Di Cola 1'48''08, Filippo Megli 1'46''70, Mattia Zuin 1'48''08 le altre frazioni lanciate, 7'11''86 il crono totale), tenendo testa ad un campionissimo e plurimedagliato mondiale come Velimir Stjepanovic: «Dopo 24 giorni di fatiche in altura (Sierra Nevada, ndr), nel riscaldamento mi sentivo comunque bene - confessa il classe ‘96, originario di Latina ma da 3 anni in forza al Nuoto Livorno - ho nuotato disteso, gestendo le energie e sono felice che ne sia scaturito il mio record personale. Si tratta della mia prima esperienza con la nazionale assoluta, quindi coronarla con una medaglia d’oro è qualcosa di assolutamente stupendo».

Soddisfatto - e non poco - anche il tecnico federale e del Nuoto Livorno, Stefano Franceschi: «Giornata senza dubbio positiva - chiosa - due bei risultati arrivati in un periodo di carico a conferma, ancora una volta, che quando si affrontano le gare con la testa libera da inutili aspettative e le motivazioni giuste i risultati si materializzano. L’allenamento, sostengo da sempre, conta per il 5% mentre la testa per il 95%. Tuttavia la “regola” è volare bassi, continuare ad allenarsi a mille e maturare ulteriormente sotto l’aspetto mentale».

Oggi - intanto - l’ultima giornata di sfide (e di successi, con probabilissima vittoria del medagliere…), mentre domani l’Italnuoto rientrerà Roma, precisamente al centro sportivo Giulio Onesti (Acqua Acetosa), in vista del trofeo Sette Colli (29 giugno/1° luglio) e con l’intermezzo del ricevimento, giovedì 28 giugno, da parte di Papa Francesco in Vaticano. Da venerdì a domenica - infine - una tre giorni di grande nuoto al Foro Italico, altro gustoso antipasto di un’estate caldissima che si concluderà a Glasgow in

agosto. L’appetito vien mangiando, e queste due medaglie ai livornesi hanno aperto una voragine nello stomaco. Aspettando, per altro, il ritorno di Sara Franceschi - assente a Tarragona perché impegnata negli esami di maturità - ma soprattutto il recupero di Gabriele Detti.

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