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Livorno e Armando Picchi firmato il patto d’acciaio

Il dg Peiani presenta il nuovo responsabile del settore giovanile Fulvio Pea e parla del Centro sportivo: «Con questo acquisto ci siamo garantiti il futuro»

LIVORNO. Il Picchi e il Livorno finalmente insieme. Una cosa che sembrava impossibile a concretizzarsi, è successa davvero. Mirco Peiani, un sognatore che rincorre i sogni ed abituato a farli diventare realtà, in neppure dieci giorni ha preso il telefono, si è incontrato con i vertici della storica società ed ha fatto centro.

Si svela finalmente come si è arrivati a questa epocale svolta. La società che lui da bimbo, giovane leva nei Portuali, guardava come un esempio e che tutti non vedevano l’ora di affrontarlo nella sua tana, all’epoca situata ai Salesiani. «Ho chiamato, parlando col cuore. Era un desiderio che da tanto tempo avevano pure loro. La strada, era a quel punto ormai spianata».

La conferma arriva da Sauro Brondi, il primo della società di Banditella ad essere stato contattato. «Non ci conoscevamo e, dopo mezzora di vis a vis, ho capito che per la prima volta, dopo tanti tentativi non concretizzati negli anni, c’erano i presupposti per unirci. Siamo in totale sintonia col Livorno. Abbiamo un bacino spaventoso, dobbiamo far restare qui i nostri ragazzi e farli debuttare in serie A con la maglia amaranto. Questa sarebbe la vittoria di tutti. Senza dimenticarci delle altre mille società che ci sono. Perché anch’esse, prima o poi, avranno un talento. E non dovrà scappare. Aggiungo, che compito nostro sarà far diventare principalmente uomini i nostri ragazzi attraverso gli insegnamenti che sapremmo dare loro. Molti, non diventeranno giocatori professionisti, ma i valori li potranno conservare».

Gli applausi si sprecano, mentre Peiani riprende la parola. E parla di come è arrivato a Pea, comunque conosciuto di sfuggita in un albergo, presentato da Paolo Armenia. «Quando sono entrato in società, ufficiosamente dopo il derby col Pisa, ho cominciato a pensare al futuro. Ma per essere sempre in B e in A in modo sistematico, da dove comincio? Subito ho pensato che senza giovani non si va da nessuna parte e che era necessario fermare la fuga verso altre realtà. Ho cominciato a informarmi e qualcuno mi ha ricordato quanto Mourinho avesse parlato bene di Fulvio. Diversi i profili che avevo disponibili, ma dopo aver parlato è scoccata la scintilla. Reciproca».

Sul centro sportivo Peiani ha le idee chiare. «Si tratta di un momento importante della vita del Livorno perché comincia lo sviluppo di un’area giovani. Un passaggio vitale che passa da un impianto all’altezza e che è la priorità che la società si è data per garantirsi un futuro». Parla del senso del sociale della struttura di “Casa Livorno”. Aperta a tutti «dove sport e livello educativo vadano di pari passo».

Ha ricordato l’incontro con una persona importante del mondo del calcio che ha incontrato mercoledì, che gli ha confidato come senza Sauro Brondi non sarebbe mai arrivato dove è arrivato. Un po’ come la famosa pubblicità del pneumatico in cui si diceva che la potenza è niente senza il controllo.

Poi un flash su Elio Signorelli: «Sta al mio fianco per il centro sportivo e poi dà una mano a Facci per il mercato».

Si introduce il ruolo di Pea, impossibile non pensare a Alessandro Doga. «Gli ho ribadito due giorni fa che per me era confermato. Nell’organigramma c’era posto per tutti. Potevano coesistere lui e Pea, in una organizzazione che cambia e che vedrà aumentare il lavoro».

La parola passa a Pea: «Mi sento fiero di essere qui, aver cambiato ruolo, tornare in un certo senso alle origini, occuparmi cioè dei giovani. E’ un ruolo importante, darò una mano a chi ha voglia di crescere nell’insegnamento del mondo del calcio. Avremo la squadra Primavera, le due formazioni Allievi (under 16 e under 15), poi Giovanissimi B (2005), Esordienti A (2006), Esordienti B (2007), Pulcini A (2008), Pulcini B (2009) e Primi Calci (2010)».

Il nuovo direttore, che con la Primavera di Samp e Inter ha vinto tutto quello che si poteva vincere, non dimentica anche il settore femminile con al vertice Martina Angelini per una trafila che va dal 2003 al 2008. Avere l’Accademy poi e la sinergia con il Picchi, ribadisce sia il massimo. E che con il 30 giugno la cancellazione dei gemellaggi con le altre società livornesi, non preclude alcunché. Resteremo a disposizione di tutti. E’ pure questo il mio ruolo. Avere rapporti, quotidiani, non solo all’interno della nostra struttura, ma anche con chi avrà piacere di rivolgersi a noi. Si creeranno parecchi eventi, dove tutti saranno coinvolti allo stesso modo. Anche tutto ciò significa fare sociale in città. Mettersi a disposizione. Conserveremo i gemellaggi con le associazioni più lontane perché diventerebbe complicato gestire le cose direttamente».

Si parla di allenatori che possano restare o fare la valigia. «Sono tutti confermati, a meno che qualcuno non valuti altre possibilità. Il lavoro deve essere proseguito, perché fino ad oggi è stato senza dubbio un bel cammino».

Nei prossimi giorni ne sapremo certo di più, visto che Pea comincerà un giro di consultazioni e verificare se Pagliuca, mister della Berretti, ha davvero deciso di lasciare, così come è da chiarire chi eventualmente guiderà la Primavera. Se Cannarsa o il rientrante Nappi. Riccardo Testa,

per l’Accademy annuncia che muterà gestione tecnica, per permettere un metodo di lavoro comune a tutti, inseguendo un progetto di vera Cantera. Formando istruttori giovani e preparati in collegamento costante con la realtà del Livorno e del Picchi. Allacciate le cinture. Si parte.

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