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Peiani: «Due milioni per i giocatori se andiamo in A»

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Peiani: «Due milioni per i giocatori se andiamo in A»

Livorno, Mister Uappala: «Ok al premio proposto da Spinelli. Aspettiamo Paulinho, su Diamanti decide lo staff»

LIVORNO. Mirco Peiani, proprietario di Uappala, ci illustri i quadri societari...

«Semplice: il 70% lo detiene il Gruppo Spinelli, il 20% la Uappala Hotels e il 10% Tecnologia e Sicurezza che fa capo all’ingegner Romano».

Il consiglio di amministrazione rispecchia il peso degli azionisti?

«Ci siamo poi dati un assetto nel quale Aldo Spinelli è presidente, Silvano Siri e Marco Arturo Romano vice presidenti, il sottoscritto Direttore Generale, amministratore delegato invece Roberto Spinelli».

Perché è entrato nel Livorno?

«Prima di tutto perché questa è la mia città, poi perché il calcio può muovere un cambiamento per Livorno; siamo fra le prime quaranta società di calcio, vorrei augurarmi di diventare presto economicamente fra le prime 40 città d’Italia. Volevo contribuire a una azienda ancora più organizzata e che aspirasse con costanza a stare in serie B e in serie A».

Ha rimesso sul tavolo la possibilità di avvicinare la curva dietro la porta, “mangiando” la pista di atletica: si fa o no?

«Fondamentale, intanto, è fare i lavori che la Lega ci chiede per disputare il prossimo campionato. Ci ho pensato la prima volta dietro suggerimento di un tifoso. Bella idea, ma ad oggi, non praticabile».

La strategia per il prossimo campionato, come la decidete?

«Allenatore, direttore sportivo e Igor Protti, sono in sinergia con le altre componenti della società. In base alle indicazioni del tecnico, le altre figure, senza dimenticare il contratto di consulente stipulato con Tito Corsi e le doti di talent scout che ha Elio Signorelli, si metteranno al lavoro per spendere il budget disponibile che ritengo importante. Spero, da socio, ci si fermi lì, perché abbiamo un presidente che a volte lo sfora. Del resto, ho già capito che se gli capita l’occasione, Spinelli, difficilmente resiste. Intanto, annuncio che abbiamo prelevato Parisi, giovane difensore dal Siracusa».

E’ vero che avete già deciso il premio promozione?

«Sì, ed è una novità assoluta. Due milioni. Il presidente ha fatto la proposta, io e Romano l’abbiamo appoggiata».

L’epoca Spinelli sembra a una positiva svolta. Fino ad ora mancava un centro sportivo. Ora, invece, se ne parla. C’è programmazione...

«Questa società va strutturata partendo dalle fondamenta. Daremo il massimo, darò il massimo. Abbiamo deciso per l’acquisto di un centro, partendo subito da questa stagione».

Cambia anche il rapporto con le società giovanili del territorio...

«Toglieremo tutte le affiliazioni che abbiamo con altre realtà perché i ragazzini potranno partire sin dai 5 anni a giocare per il Livorno. Qui si sviluppa l’appartenenza. Siamo in grado di gestire anche duemila bambini».

Per come la descrive è una rivoluzione...

«Vorrei precisare che il disegno è molto alto. Perché qui si sviluppano i concetti sociale, didattico e sportivo. Metteremo educatori, professori. Sarà un centro sportivo all’avanguardia. Sarà sul modello che c’era un tempo ai Portuali, dove si aiutavano i ragazzi meno abbienti, tutti dovranno essere uguali ed avere le solite scarpette. Non quello con le Nike di Ronaldo e uno con le Tiglio».

Avete ridato entusiasmo al presidente...

«Ringrazio Spinelli per la voglia che sta dimostrando. Il nostro obiettivo deve essere mirato a far arrivare sempre più prodotti del vivaio in prima squadra. Questo è il valore aggiunto di un settore giovanile».

Ma insomma, dove si farà?

«In Banditella. Investiremo molto su questo progetto e per questo sono continui i contatti con il comune per fare una foresteria. Appena ci sarà il progetto definitivo, lo presenteremo. In quell’occasione parleremo anche di direttore tecnico delle giovanili».

Doga resta?

«Ci devo parlare. Dal 15 giugno decideremo».

Quando parla di Banditella si riferisce all’impianto del Picchi?

«E’ un impianto che appartiene al Picchi. Per deontologia professionale non posso essere più preciso. Dico allora che il Livorno allunga una mano al Picchi, se il Picchi vuole, noi ci siamo. Si tratta di una società che assieme al Livorno ha

fatto la storia del calcio in città».

Paulinho e Diamanti?

«Paulinho deve decidere lui. E’ andato via da vincente ed ha qualche timore. C’è l’ok di tutti, manca la decisione del calciatore. Su Diamanti vedremo cosa suggeriranno allenatore e uomini mercato».

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