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Illusione-Pielle, domina due quarti poi va ko in gara-1 di finale

Livorno, Dell’Agnello e Burgalassi portano le triglie fino al più 17. Siena sembra un agnellino, ma dopo il tè è un disastro 

SIENA. Una grande occasione persa, ma anche la consapevolezza che il diavolo fa meno paura di quanto si potesse pensare. Ad avere paura, una grande paura, è invece la prima della classe, quella che nei primi due turni di playoff era andata a passeggio. Almeno per metà partita, quando la Pielle gioca come una squadra che in serie B ci fosse di già. Poi arrivano i nemici, ma sono sopratutto nella testa dei giocatori di Da Prato, al di là della bravura della Virtus, Lenardon su tutti, capace di venir fuori da una situazione infame.

L'inizio, come detto, è da favola: partenza lampo per il 3-8 del 2'47”, diventato addirittura 3-15 due minuti esatti più tardi. La reazione di casa non va oltre il 9-19, quando Dell'Agnello è già in doppia cifra e Burgalassi ha scritto 5. Ma a fine partita i punti del figlio d'arte saranno gli stessi, quelli di “Burga” appena 2 di più...

La fiammata iniziale delle due guardie ha comunque almeno il merito di mettere le ali alla squadra, a fine primo quarto la Virtus è doppiata (11-23) con Toppo e Simeoli che si picchiano a vicenda in un duello che finirà in leggero vantaggio per il lungo livornese. La superiorità a rimbalzo della Pielle è evidente (16 a 6 nel primo parziale, 61 a 43 alla fine) e su quella i biancazzurri continuano a volare nel secondo periodo, sospinti da un pubblico in estasi. Un parzialino di casa di 5-0 (16-23 al 11'49”) viene subito rintuzzato da due triple di Buzzo e dopo metà quarto il vantaggio ospite è tornato rassicurante (16-31) prima che si veda il massimo Pielle al 18'08” (18-35).

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Finita qua? Ovviamente no, e questo lo sanno tutti: una squadra come Siena non può accettare di farsi prendere a schiaffi a quel modo, in casa propria, in una finale promozione. La tripla di Nepi poco prima dell'intervallo lungo (21-35) è un segnale che il vento sta per cambiare, ma quello che cambia, radicalmente, è lo status mentale della squadra livornese, che vive il terzo periodo come un incubo, il peggiore degli incubi. 5 punti segnati contro i 23 del primo quarto, 8 palle perse contro le appena 5 dei primi 20', una serie di errori al tiro anche banali (Benini 1/10, Roljic 0/6) e siccome peggio non è morto mai aggiungiamoci anche terzo e quarto fallo di Toppo in rapida successione.

Davanti a tali numeri anche una squadra di fondo classifica non avrebbe potuto che rimontare, figuriamoci la capolista che, pur senza far vedere niente di speciale, sulla penultima sirena firma il suo primo vantaggio (41-40). Ma la Pielle, anche se la testa ormai se n'è andata, ha un'anima. Si aggrappa alla difesa, Siena ricomincia a far fatica per segnare, dopo più di metà periodo il parziale è 5-7, tradotto 46-47 che diventa 46-49 (Toppo da sotto). Ma mancano ancora 4', ci vorrebbe tutta la lucidità di questo mondo o, almeno, quella che ci fu a Lucca. Invece, dopo il pareggio di Lenardon da 3 (49-49), Buzzo sbaglia prima da 2, poi da 3, poi commette antisportivo. E Lenardon, sempre lui, punisce: segna da 3 (52-49), mette i due liberi dell'antisportivo (54-49) e Nepi completa l'opera sulla rimessa da lato 56-49. È finita, perchè siamo ormai entrati negli ultimi 2' e si continua a segnare poco o niente: 2 punti l'una, 2 punti l'altra, giusto per le statistiche e per il 58-51 finale. Ma doveva andare in un altro modo. Giovedì si replica.

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