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Sottil: «Non vedo fiducia nei miei confronti»

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Sottil: «Non vedo fiducia nei miei confronti»

L'allenatore del Livorno svela i suoi dubbi sul contratto e sui progetti tecnici

LIVORNO. Mister, i tifosi vogliono sapere qualcosa sulla questione contrattuale. Sappiamo della versione della società riguardante il contratto in essere e entro lunedì si attende una sua risposta...

«Premetto che la mia volontà è di restare a Livorno. Qui, grazie alla proprietà, quindi grazie in primis alla famiglia Spinelli, ho avuto la possibilità, tramite Nicola Pecini e Mauro Facci, di allenare una squadra e condurre un progetto. Un progetto, che è risultato vincente. Sono grato quindi di quel che è stato e vorrei tuttavia avere la possibilità di continuare nel segno della progettualità in una categoria conquistata sul campo. Ma...».

Dica, pure...

«Sono successe alcune cose di cui non posso non tenere conto. Cerco di essere breve. Quando si fanno dei contratti, è ovvio ci sia un rapporto di fiducia tra dipendente e datore di lavoro. Al di la dell’aspetto economico. Arrivai la scorsa estate al colloquio da solo, senza procuratore e senza e nemmeno il mio avvocato. Trovammo l’accordo nel giro di cinque minuti e senza farne questione di soldi. Il contratto prevedeva il rinnovo ed io risposi che ne avremmo riparlato in seguito. L’importante, per me, per tutti, a quell’epoca, era giungere, ad un obiettivo. Entusiasta per questo rapporto di fiducia, sono quindi partito. Poi, durante l’anno, sono stato messo in discussione. Può succedere, lo so bene. Ma è anche vero che da primo in classifica, sono stato mandato a casa. Chiaro che la fiducia ha traballato, è stata incrinata».

Poi ha vinto il campionato.

«Già, e ora faccio delle considerazioni. Da una parte, mi si vuole fare intendere che non posso chiedere un biennale, ma posso essere però, giustamente, esonerato. E allora non c’è equità. Io credo in un progetto. Chiedo un biennale a garanzia. I miei omologhi di Padova e Lecce, le altre due squadre che hanno vinto il campionato di serie C quest’anno, hanno avuto ciò che invece non potrei chiedere io. Scottato dall’esonero, cerco di continuare un lavoro tecnico già impostato e partito quest’anno».

E quindi che risposta darà?

«Allora... Io ho fatto un colloquio, nel quale ho esposto l’argomento biennale che è motivato da un progetto tecnico; che ritengo una garanzia fondamentale; anzi, forse è ancora più importante dei soldi. E se mi devo giocare una chance in questa categoria, voglio giocarmela sereno e tranquillo. Con Spinelli non ho parlato, ho parlato con Romano. E penso di aver capito bene. Si è parlato di salvezza, di giocatori giovani da prendere per creare un mix con quelli più esperti. Devo capire, si deve capire, che i mezzi tecnici, ad uno step superiore, devono essere adeguati. Anche l’obiettivo salvezza, dobbiamo giocarcelo bene»

Ma l’impressione che ha ricevuto?

«Che le mie tesi non siano state prese in considerazione. E mi è dispiaciuto. Perché penso di aver dato tanto. In questi giorni farò delle valutazioni anche con la mia famiglia e poi vedremo».

Teme troppi giovani e un budget ridotto?

«Un conto è parlare di squadra con elementi esperti e quindi un certo budget, un conto è parlare di un budget normale con dei giovani da inserire. Prima dei soldi, è importante sapere cosa vogliamo fare. Livorno merita minimo la serie B, ma ormai conosco la pressione e quali aspettative ci sono in questa città. La salvezza la si può anche raggiungere all’ultimo minuto dell’ultima partita. Il budget c’entra, certo. Se esso è di respiro, anche i giovani che puoi prendere, sono automaticamente pedine di prima fascia».

Con Facci vi siete sentiti spesso in questi giorni?

«Facci sa tutto. Aggiungo, che abbiamo idee chiarissime e in piena sintonia. Per lui sono io l’allenatore del prossimo Livorno e ci sono strategie precise sulla squadra da costruire. Tra l’altro saremmo ancora in una situazione di vantaggio rispetto a tanti altri e potremmo fare cose egregie, rifinire, completare una compagine con un budget adeguato alla situazione. Romano è una persona squisita, ma reputo ad oggi, l’interlocutore principale sia il signor Spinelli. Romano mi dice che la mia richiesta non è accoglibile. E al momento, ne prendo atto».

Se le venisse confermato il contratto attuale,

avendo però possibilità di scegliere lei i giocatori da inserire nel contesto attuale con Facci?

«Al momento non lo so. Ma forse, potrebbe essere una soluzione equa per tutti e che mi potrebbe invogliare ad accettare ugualmente la sfida».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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