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Tre uomini e il mercato amaranto, ora i ruoli vanno definiti

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Tre uomini e il mercato amaranto, ora i ruoli vanno definiti

Livorno, ufficialmente il ds è Mauro Facci ma dietro ci sono anche Signorelli e Corsi. E la sede potrebbe spostarsi al palazzo di Uappala

LIVORNO. Come si dice? Prevenire è sempre meglio che curare. Ecco mettiamola così: oggi non esiste un problema ma, siccome siamo di fronte a una situazione a dir poco anomala, è bene che la situazione venga chiarite bene. Ci riferiamo al “caso-mercato”. Nel senso: chi fa il mercato. La frammentazione delle quote societarie si è portata dietro delle inevitabili problematiche perché è chiaro che ognuno ha i suoi uomini di riferimento. Ufficialmente oggi la situazione è questa: Mauro Facci è il direttore sportivo, Elio Signorelli è il referente della famiglia Spinelli, Tito Corsi è il referente di Marco Arturo Romano.

LA CATENA. Un ds e due referenti dunque. Ma in questa situazione non è semplice poter scegliere giocatori. Facciamo un esempio di come funzionerebbe oggi la situazione. Mauro Facci decide che l’attaccante Bocalon (vi facciamo un nome a caso) è l’uomo giusto per il Livorno e ne parla con Sottil. Lo tratta, parla col suo agente e con la Salernitana, cerca di trovare un accordo economico. L’accordo si trova. A quel punto Facci deve riferire a Spinelli. Il quale sicuramente riferirà a Signorelli e Romano (che a suo volta riferirà a Corsi). Se in qualche passaggio di questa catena salta fuori che Bocalon sarebbe un pessimo acquisto, la trattativa di sicuro frena e probabilmente salta. Capite bene che è un percorso sin troppo complicato perché poi alla fine ognuno ha le sue idee.

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I PERICOLI. E guardate che vi abbiamo fatto l’esempio più lineare. Cioè l’esempio nel quale il nome di Bocalon è stato scelto dal direttore sportivo. La situazione diventerebbe ancor più complicata se poi ognuno degli altri dirigenti volesse portare propri giocatori. Ecco che si innescherebbero meccanismi destinati a implodere.

COSA CHIARIRE. Siamo dell’idea che l’asse Direttore sportivo (quello che sceglie i giocatori) e presidente (quello che tira fuori i soldi) sia sempre la più efficace. Ma si può lavorare bene anche in modo collegiale, purché tutti i ruoli e i confini (anche di veto) siano chiariti. Poi Spinelli è libero di scegliere le persone che ritiene più adeguate. E chi decide si prenderà oneri e onori. L’importante è che tutto sia definito oggi, che siamo a metà maggio. Perché se poi i problemi saltano fuori a giugno o luglio, allora sì che sono guai.

E PROTTI? In questo quadro, ci sarà poi da capire il futuro di Igor Protti. Che magari (quando gli è stato chiesto) ha dato un suo parere sul mercato, ma non ha mai invaso altri campi. Il rapporto con Sottil è solido. Adesso il rinnovo passa inevitabilmente da un colloquio diretto tra la famiglia Spinelli e Igor.

NUOVA SEDE? Sul tavolo ci saranno diversi argomenti. Più che di aspetti tecnici, si parlerà dell’organizzazione societaria e Romano verrà anche messo al corrente dei progetti relativi al Centro sportivo e allo stadio che Peiani che sta portando avanti. Tra le ipotesi c’è anche quella che la sede del Livorno si sposti al palazzo di proprietà di Uappala, in via Borra.


 

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